La Festa dei Gigli, o più brevemente “ il Giglio di Nola ” è una festa popolare nolana che affonda le radici nella tradizione cattolica dedicata al ritorno in città del patrono San Paolino, tale Ponzio Meropio Paolino scampato alla prigionia delle tribù barbare nel V secolo.

Fu addirittura Papa Gregorio I a raccontare l’episodio, parlando di come il vescovo Paolino decise di scambiare i propri beni nonché se stesso in cambio della libertà di alcuni nolani tenuti in ostaggio dai visigoti in seguito alle razzie di Alarico I. Si narra che nel 431, anno del suo ritorno in patria, il vescovo sia stato accolto con una gran quantità di fiori, gigli per l’esattezza, e che il popolo lo abbia scortato fino alla sede vescovile alla testa dei vessilli delle varie corporazioni della città.

Inserita dal 2013 nel “patrimonio orale e immateriale” dell’UNESCO, la festa dei Gigli è anche una delle quattro feste cattoliche appartenenti alla “rete delle grandi macchine a spalla italiane”.

Cos’è in pratica il Giglio di Nola? La festa deve il suo nome a dei ceri posti su dei cataletti portati per omaggiare il vescovo Paolino, questi nel corso dei secoli sono diventati strutture piramidali di legno che dal 1800 hanno acquisito l’attuale forma di torre lignea alta 25 metri dal peso di 25 tonnellate, la struttura prevede un’asse portante a cui sono collegate delle barre tramite le quali i “cullatori”, chiamati così a causa del moto ondulatorio del Giglio, sostengono la struttura. L’insieme dei cullatori, 128 in genere è detto “paranza”. La struttura è inoltre addobbata con stucchi, cartapesta e altri materiali secondo tematiche religiose, storiche e d’attualità.

La cerimonia è composta da ben otto Gigli e una barca, una struttura più bassa che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino. Queste sfilano per quasi un giorno intero, partendo al mattino per arrivare a piazza Duomo, nel centro di Nola, dove il vescovo benedice la processione, per poi proseguire dal primo pomeriggio all’alba di lunedì, dove i cullatori si esibiscono in prove di forza e i musicisti posti alla base del giglio suonano brani della tradizione popolare napoletana, italiana ed internazionale.

Tra le figure della festa del Giglio di Nola la più importante è il mastro corporativo, l’uomo che si incarica presso il comune di organizzare la celebrazione per un singolo Giglio o la Barca, le altre figure sono il maestro di festa, il maestro musichiere ed il capo paranza.

Questa festività si è affermata come una delle più seguite non solo a livello campano ma anche nazionale, richiamando un gran numero di appassionati che ogni anno festeggiano il 22 giugno nel caso l’appuntamento capiti di domenica oppure la successiva se capita in un giorno infrasettimanale, per una festività che nei secoli è stata adottata anche da altri paesi campani come Barra, Casavatore, Crispano, Brusciano, Recale e in maniera minore a Villaricca e Mariglianella, imponendosi in terra straniera grazie ad emigrati napoletani ad Harlem, quartiere di New York, e Quilmes, Buenos Aires.

Vuoi saperne di più su Nola? Leggi il nostro reportage della città.

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