La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco è una tappa fondamentale per chi è alla scoperta della Napoli esoterica ed è una dimora di conforto per le anime abbandonate del purgatorio.

La morte è un evento che offre all’immaginario collettivo il consolidarsi di tante sensazioni ed emozioni contrastanti: gioia, tristezza, paura, stupore, curiosità ma anche fascino. Quando si entra in contatto con questo tema, si è soliti pensare a cosa ci sia dopo la cessazione della vita. Generalmente, per chi provenga da una tradizione cristiana, si ritiene che i “giusti” vadano nel luogo celeste, noto come il paradiso e siano ricordati da tutti in maniera positiva. Contrariamente ad essi, ci sarebbero i “disonesti” che, destinati agli inferi, sarebbero condannati alla punizione eterna. Ma qual è la fine per le persone situate nel limbo?  Dove risiedono quelle anime che si situano tra il bene e il male, che non sono ricordate dai vivi, privi di nome e che non hanno avuto una degna sepoltura? Cosa ne sarebbe delle cosiddette anime abbandonate? Ed ecco che entra in scena un’altra potenziale alternativa: il purgatorio.

Le anime del purgatorio, oltre ad interessare numerosi studiosi di teologia, sono sempre state membri importanti nella credenza popolare napoletana.  Sono, infatti,  numerosi a Napoli gli ambienti dedicati a queste anime dimenticate (vedi Cimitero delle fontanelle) che, pur non avendo avuto una meritata sepoltura, possono avere un degno riposo sperando di poter accedere al regno dei cieli per intercessione della devozione dei viventi. Tra i luoghi più noti vi è la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Situata nel cuore del centro storico di Napoli, la chiesa suscita l’interesse dei passanti per la presenza di elementi decorativi legati all’incombenza della morte. Questi ornamenti legati alla morte, come ossa e teschi, sono presenti  sia all’esterno, sulla facciata, che all’interno della chiesa. Il più famoso tra essi è quello posto sotto la pala dell’altare: il teschio alato di Dionisio Lazzari.

La Chiesa in stile barocco, eretta su due livelli, nel piano superiore rimanda alla vita terrena mentre nella parte inferiore rimanda concretamente al Purgatorio. L’iconografia della Chiesa richiama anch’essa i motivi chiave della morte. Basta pensare a Il transito di San Giuseppe di Andrea Vaccaro, a La morte o estasi di Sant’Alessio di Luca Giordano, alla Madonna delle anime purganti di Massimo Stanzione e a Sant’Anna offre la Vergine bambina al padre eterno di Giacomo Farelli.

Dalla Chiesa si accede al sottosuolo tramite una scala, dove vi è l’area adibita al culto delle anime. In questa sala sono presenti resti e ossari di persone anonime vissute e morte in condizioni di indigenza. Questa sezione del complesso, austera e caratteristica, ne rappresenta il cardine. “Il culto delle anime pezzentelle”, presente tutt’oggi, rivela la notevole relazione che c’è sempre stata tra i napoletani e le entità ultraterrene. Infatti, questa devozione prevede l’adozione e la dovuta cura di un cranio, detto “capuzzella”, in cambio di protezione e grazia per il vivente. Uno dei crani più conosciuti nella cultura popolare è quello di Lucia, morta in un naufragio insieme al suo sposo. Molti napoletani si recano presso quest’anima per supplicare la guarigione da malattie e dalle proprie pene d’amore. Tuttavia, le autorità ecclesiastiche hanno rigettato tale culto e hanno fatto chiudere molte nicchie collocate nell’ipogeo.

Luogo esoterico e affascinante, la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, fu edificata nel Seicento per opera di Giulio Mastrillo. Quest’ultimo decise di farla costruire perchè fu salvato dalle anime purganti che accolsero la sua richiesta di aiuto contro alcuni malviventi. La costruzione di tale chiesa è fondamentale per due motivi. Il primo riguarda l’iconografia in quanto per la prima volta nel napoletano viene utilizzato il macabro nella meditatio mortis. Il secondo motivo risiede nel fatto che questa struttura segna l’inizio ufficiale della relazione tra la folla e le anime abbandonate del purgatorio. È infatti in questo periodo che nascono cappelle a vocazione specifica per le anime purganti.

In sostanza, la chiesa di Santa Maria delle Anime del purgatorio ad Arco costituisce una speranza per le persone accantonate nel dimenticatoio della morte. Grazie alla pietà popolare e alla particolare umanità dei napoletani queste anime, infatti, riacquistano valore e dignità.

Fonti:

M. Niola, Il purgatorio a Napoli, Meltemi editore, 2003.

Sito ufficiale del complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

 

 

Sono una napoletana appassionata di libri, arte e musica. Sono laureata in lingue e letterature europee e americane a “L’Orientale” di Napoli ed anche se adoro le mie radici, amo essere sempre in viaggio e conoscere culture nuove con le quali confrontarmi. Penso che la scrittura sia uno dei linguaggi comunicativi più autentici e liberatori per l’uomo.

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