Villa Favorita: tra le ville del miglio d’oro di Ercolano ecco la preferita di Ferdinando di Borbone e di tutta la sua corte

La Favorita, villa del Miglio d’oro situata nel comune di Ercolano, edificata dalla famiglia Beretta e successivamente restaurata da Ferdinando Fuga, divenne famosa per la sontuosità dei banchetti, organizzati in onore dei sovrani borbonici dal suo proprietario, il principe di Aci.

Tra gli illustri personaggi ospitati nella villa ricordiamo Giuseppe Napoleone, Gioacchino Murat e il viceré d’Egitto Ismail Pascià, famoso per aver appoggiato i lavori per l’apertura del canale di Suez e per la sua politica filo-occidentale, tanto che alcuni ambienti della villa vennero decorati con motivi “alla  turca”

La Favorita si affaccia sul Miglio d’oro ma, a differenza delle altre dimore vesuviane, ha due ingressi laterali che proseguono lungo un viale costellato da siepi, aiuole e alberi fino a giungere in prossimità del mare. Dei sontuosi balconi interni situati al primo piano permettevano di ammirare dall’alto i balli che avvenivano durante le famose feste mentre il vestibolo del piano terra venne poi decorato nel 1798 con i marmi (ora al museo di Capodimonte), tratti dalla villa di Tiberio sita a Capri.

Tra le tante ville settecentesche, Ercolano ce ne offre almeno altre due degne di nota: villa Signorini e villa Campolieto. La prima si trova al confine con Portici e presenta nell’architettura esterna lo stile di Domenico Antonio Vaccaro. Ha un impianto quadrato con decorazioni che vanno ad arricchirsi nel piano superiore. La balaustra traforata e il portale in bugnato di piperno sono alcuni dei punti chiave della villa, che presenta una scala elegante a doppia rampa e delle aiuole con vasi di terracotta smaltata provenienti dalla fabbrica del Granatello. Il parco con ampi padiglioni con cupole maiolicate furono costruiti per concedere un momento di relax agli ospiti.

Villa Campolieto, di proprietà del Governatore del Monte di Pietà  Luzio de Sangro, venne edificata nel 1755. Presenta un ingresso centrale, che si apre sulla strada, con un vestibolo che introduce la Rotonda. Gli archi in stile tuscanico permettono al visitatore di rivolgere il proprio sguardo su due livelli: il primo dove si trova un piccolo giardino adornato da una fontana ovale attorniata da pietre laviche e il secondo rivolto verso il Golfo. Gli scaloni interni di piperno e la balaustra di marmo, un progetto del Vanvitelli, ricordano la scala della reggia di Caserta.

Oggi villa Campolieto è sede di una biblioteca e Ente delle ville vesuviane.

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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