Il Vademecum del viaggiatore naturalista

 ”Vedo ovunque nella natura, ad esempio negli alberi, capacità d’espressione e, per così dire, un’anima”

 Vincent Van Gogh

In nessun altro modo Van Gogh avrebbe potuto meglio descrivere un bene di così straordinario interesse, che non ha omologhi nemmeno al di fuori della nostra regione, dove storia, mito e cultura si fondono in un contesto ambientale unico nel suo genere. La foresta regionale di Cuma è un parco a 30km da Napoli, nei comuni di Pozzuoli e Bacoli, un’area pubblica di circa 100 ettari che si estende fino al mare, collegata ad un altro grande spazio pubblico rappresentato dal sito archeologico di Cuma. La Foresta appartiene al Demanio Forestale della Regione Campania ed è tuttora conosciuta con l’originario nome di Selva Gallinara, attribuitole grazie alla considerevole presenza nell’antichità della cosiddetta Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), uccello acquatico dalla colorazione scura che, data la forte presenza di zone umide e acquitrini, nidificava in questi ambienti.

 

Il bosco è per lo più formato da lecci (Quercus ilex) e arbusti quali Mirto (Myrtus communis) e Rosmarino (Rosmarinus officinalis), mentre l’area di macchia vanta una grande eterogeneità floreale, grazie anche alle dune sabbiose che ospitano la vegetazione, svolgendo un ruolo di protezione e stabilizzazione del microclima; abbiamo Sparto pungente (Ammophila litoralis), Euforbia marittima (Echinophora spinosa), Calcatreppola (Eryngium maritimum), Finocchio spinoso (Echinophora spinosa) e la Gramigna della sabbia (Agropyron junceum). Le dune stesse risultano tutelate dall’erosione e la corrosione grazie all’opposizione data da esemplari di Nappola spinosa (Xantium spinosum) e Ravastrello di mare (Cakile maritima), le cui radici affondano saldamente nella sabbia. Particolare menzione merita la presenza del Giglio di mare o Giglio di Cuma (Pancratium maritimum), grazie al quale oggi l’area dunale viene considerata S.I.C. (Sito d’Importanza Comunitaria) e viene protetta come zona speciale.

 

La fauna annovera una considerevole varietà di specie animali. Non è raro vedere uccelli che si fermano sul lecceto per riposare dopo le lunghe migrazioni, tra questi abbiamo; la Cinciarella (Parus coeruleus), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Luì piccolo (Phylloscopus collybita) e il Pettirosso (Erithacus rubecula). Non mancano merli (Turdus merula), gufi (Bubo bubo), civette (Athene noctua), gazze (Pica pica), poiane (Buteo buteo) e cuculi (Cuculus canorus). E’ stata segnalata, sulla spiaggia antistante, la presenza della tartaruga marina Caretta caretta, dove di recente ha ovideposto. La foresta offre il giusto ambiente anche a piccoli e medi mammiferi come volpi (Vulpes vulpes), lepri (Lepus europaeus), faine (Martes foina) e talpe (Talpa aeuropaea), favorendo inoltre la presenza di rettili quali il Biacco (Hierophis viridiflavus), la Biscia dal collare (Natrix natrix), il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e orientale (Lacerta viridis). Fra gli anfibi regna sovrana infine la rana verde (Pelophylax esculentus).

 

Oltre che per l’incredibile valore naturalistico però, la Foresta di Cuma merita una visita per le numerose attività che vi si svolgono all’interno. Tra queste, le “giornate di animazione ambientale”, condotte da esperti del settore, dove i più giovani potranno sperimentare un nuovo approccio allo spazio verde, divertente ed emozionante, scoprendo così spazi di natura incontaminata e straordinarie testimonianze di epoca passata.

Fin da piccolo Gianluca Miccoli abbraccia il culto del digiprescelto e finisce Hercules tre volte. Cresciuto e divenuto “adulto” si diploma, prende una Laurea in Biologia Marina alla Federico II e segue attualmente una Laurea Magistrale in Neurobiologia presso La Sapienza di Roma (della quale sfrutta il nome altisonante per ammaliare le fanciulle). Amante della natura e delle lunghe scampagnate nei boschi, Gianluca mostra una passione senza fine per il mare e tutto ciò che lo riguarda, gastronomia compresa.

2 pensieri riguardo “La foresta regionale Area Flegrea e Monte di Cuma

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