La prima guerra mondiale, Marigliano, i suoi cittadini, i ‘suoi’ figli al fronte: il Monumento ai caduti opera di Filippo Antonio Cifariello, inaugurato ufficialmente il 24 maggio del 1927, nella ricorrenza dei dodici anni dalla dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria

La guerra ha l’indubbia capacità di apportare cambiamenti storici, a breve o a lungo termine. La prima guerra mondiale nel suo complesso è stata un evento cruciale a livello globale, che per le dimensioni, l’intensità, le caratteristiche inaspettate e la grande migrazione di popoli che ha comportato, ha dato la forma al XX secolo. (Ian F. W. Beckett)

A Marigliano la prima guerra mondiale, intesa come presenza di azioni belliche, non vi ha mai avuto luogo, nessun tuono di cannone, che echeggiava imperioso a migliaia di chilometri di distanza, fu mai udito dai cittadini di questa comunità. Scrive Francesco Aliperti:

Invero, la terribile guerra che insanguinò impietosa l’intera Europa, fu subita vivissimamente dai nostri padri in tutti gli altri suoi truci risvolti. Essi ne sopportarono le nefande ripercussioni, forse, al pari di coloro che la guerra, per mere strategie geografiche, la ebbero fuori dalle porte di casa. L’intingente miseria, la conseguente carestia, le malattie epidemiche ed il massacro dei suoi figli migliori, costretti ad immolare la loro giovane vita per un opinabile senso del dovere verso la patria, resero quel lontano conflitto odiato coinquilino di ogni famiglia italiana, anche di questa città.

Conclusasi la guerra, la Patria, per l’enorme e memorabile sacrificio dei suoi soldati immolatisi sui diversi fronti, ebbe a farsi promotrice in ogni comune italiano, a loro indelebile ricordo, di un sacrario consacrato ad immortalare il valoroso martirio dei suoi giovani figli. Anche Marigliano si mosse ad erigerne uno, al fine di commemorare ed tributare i mariglianesi caduti in battaglia.
A Marigliano fu dunque imbandito un concorso pubblico e venne istituita una commissione di esperti, incaricata della valutazione e alla scelta del miglior progetto, tra quali avanzati dai vari candidati. Furono numerose le diatribe e le polemiche, ma alla fine il giudizio della commissione di esperti fu insindacabile e prevalse su ogni altro discorde parere: l’incarico per la realizzazione del monumento fu affidato ad uno sculture di notevole spessore e di grande talento, un’artista notoriamente popolare come il pugliese Filippo Antonio Cifariello.

Nel complesso, la sua copiosa produzione non esula dalla cultura figurativa nazionale del tempo, per lo più refrattaria a circolazioni europee che non fossero quelle dello stile floreale, pur se ricca di artisti, la cui eccentrica biografia contrasta con il conformismo dell’opera … Il che gli fece prediligere il bronzo nella materia e l’allegoria nel soggetto … e ne fece un credibile autore di monumenti, al centro delle piazze e dei giardini … Eseguì in gran numero statue, di formato minore, dove riecheggiano le sue origini di figulo napoletano, e composizioni sacre, risentendo della iconografia popolare, soprattutto pugliese … predilesse i ritratti per cui utilizzò una sobria gamma di marmi policromi e anche l’argento … tra i migliori, quelli della pianista Nadler (1898: Milano, Gall. naz. d’arte moderna), dei pittori Boecklin (Roma, Gall. naz. d’arte moderna: il gesso fu.esposto a Venezia nel 1899) e Costa, del tenore Caruso (in argento cesellato: Parigi, già Palais du Luxembourg). (Felicita Cifarelli – Dizionario Biografico degli Italiani)

Il monumento fu posto inizialmente nell’area adiacente al municipio, dove successivamente furono eretti la Casa del Fascio e gli attuali uffici delle Poste. In seguito, per consentire proprio la costruzione della Casa del Fascio, tutta l’opera fu smontata e ricostituita al centro della villa comunale. E ancora, negli anni ’70, durante la definitiva sistemazione della villa, l’opera subì un ulteriore spostamento, rimossa, venne arretrata di alcune decine di metri per essere collocata in maniera definitiva e stabile nell’attuale posizione.

Maestoso il monumento si situa nella parte più verde retrostante la villa comunale, elevandosi fra quattro altissimi cipressi, soluzione topologica e tipologica ottimale se si pensa alla sacrale e funerea funzione che tale scultura vuole significare. L’edificio scultoreo fu costituito adoperando solo due elementi: il marmo calcareo e il bronzo fuso, che appaiono artisticamente congiunti in una soluzione plastica e cromatica di particolare armonia. Il monumento è caratterizzato simbolicamente da tre corpi distinti e sovrapposti.

Monumento ai Caduti, foto storica

La base, che si posa su di un’ampia piattaforma pedonabile, e servita da larghi scaloni posti ai quattro lati del monumento, simboleggia una enorme tomba cimiteriale, dalla quale si evince una spettrale nudità, sottolineando la vanità delle dovizie umane dopo la vita terrena. Nella parte centrale una enorme una grande croce latina, realizzata in copiosi blocchi sovrapposti dello stesso materiale, sormonta fieramente il sepolcro sottostante. Sulle quattro facciate della croce vi ritroviamo diversi elementi figurativi bronzei e targhe fuse dello stesso metallo, sulle quali sono epigrafati, a rilevo, i nomi dei 166 mariglianesi sacrificatisi per la Patria nei territori di guerra. L’ultima e terza parte, conta un’enorme aquila reale poggiante sulla sommità della croce ed anch’essa ottenuta dalla fusione in bronzo. Posizionata così, l’aquila domina sul monumento e l’intero ambiente circostante in un fiero atteggiamento di indiscusso potere. Il fine è quello di far evincere pienamente l’ “imperialità” di tale augusto rapace, nella sua più tradizionale simbologia. Con le ali semispiegate, in un audace atteggiamento di scherno e di impetuosità, meglio non poteva definire il suo ruolo di scolta, a protezione del sacro sito.
Sulla parte frontale della croce ecco affissa una grande piastra di bronzo ove sono elencati i nomi dei caduti, mentre ai lati della lapide sono rappresentati due enormi angeli (forse due Vittorie Alate) che sollevano in altro un serto di alloro, dove vi è scritto “PRO PATRIA”, e al di sotto un’altra scritta “EROI CADUTI”, alla quale segue l’elenco, appunto, dei nomi.

Il monumento venne inaugurato ufficialmente il 24 maggio del 1927, nella ricorrenza dei dodici anni dalla dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria: fu una grandiosa manifestazione patriottica che vide una unanime partecipazione popolare.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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