Spesso alcuni elementi della natura destano curiosità per la particolarità della loro forma.

Tra le tante rocce che hanno assunto un aspetto zoomorfo a causa dell’azione erosiva dell’acqua, si erge  La Leonessa, un enorme masso calcareo alto 35 metri divenuto attrazione per gli amanti del trekking, ma anche suggestivo per gli appassionati di storia.

Infatti, l’escursione tra i monti di contrada Cese, situati tra i comuni di Cerreto Sannita e Guardia Sanframondi, si può trasformare in una passeggiata alla ricerca di un passato mitico. Il masso calcareo che domina le colline sannite possiede impressionanti sembianze feline. In questa specie di Sfinge beneventana, nei suoi meandri e anfratti oscuri, un tempo avvenivano riti pagani e religiosi

Ripercorriamo la storia di questo affascinante sito naturalistico.

Gli scavi archeologici eseguiti sin dal XIX secolo hanno portato alla luce resti di vasellame in argilla risalenti al Neolitico che testimoniano la presenza dell’uomo in questa zona sin dalla preistoria. I Sanniti, successivamente, avrebbero utilizzato questo luogo come vedetta per sorvegliare il territorio ed eventualmente attaccare i nemici dall’alto.

Ma sono stati i Longobardi a lasciare un segno particolare cambiando la funzione dell’enorme massa rocciosa. Infatti, intorno al 700 d.C., nella grotta che La Leonessa racchiude al suo interno venne allestita una cappella dedicata a San Michele Arcangelo. Nel periodo longobardo il culto micaelico ebbe larga diffusione e quando i barbari abbandonarono il paganesimo per aderire al cristianesimo, fu l’effige dell’Arcangelo  una delle prime ad essere adorata.

Tra le divinità pagane si ricorda il dio Wotan, definito “duce degli dei”, per il quale i longobardi compivano riti intorno al leggendario noce di Benevento. Grazie all’opera di evangelizzazione del vescovo Barbato, i barbari si convertirono e probabilmente svestirono il loro dio togliendogli i tratti pagani  e tramutandolo in un santo cristiano: San Michele.

Al di là dell’origine di tale culto, è rilevante la sua diffusione da Roma, al Gargano fino al cuore del Sannio. La Leonessa, non a caso, si erge maestosa proprio lungo un tratturo che collega Benevento con il Molise e la Puglia.

Sant’Angelo de Saxo: questo il nome della chiesetta che in base a documenti religiosi si apriva nella roccia rupestre custodita da un eremita che abitava nelle vicinanze. Il piccolo luogo sacro ha anche custodito le spoglie di un vescovo vissuto agli inizi del 1500: Biagio Caropipe.

Piano piano la presenza dei fedeli nella piccola cappella si affievolì e l’antro della Leonessa venne occupato da pastori o da briganti in fuga. Il luogo sacro fu profanato e nel 1793 perse ufficialmente la sua funzione religiosa e ogni simbolo cristiano fu trasferito nelle chiese di Cerreto Sannita. Negli ultimi anni, il sito è stato oggetto d’interventi finalizzati a riqualificare l’area per accogliere visitatori curiosi di scoprire un angolo nascosto del Sannio.

Nasce a Benevento nel 1984. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Guardia Sanframondi, paese di residenza, frequenta l’Università degli Studi di Salerno laureandosi in Lettere e Filologia Moderna. Vive l’esperienza dell’insegnamento a Reggio Emilia e Benevento e s’innamora di lavagne, banchi e temi scritti da studenti pieni di idee e confusione. Nel 2010 il suo sguardo incrocia quello del giornalismo. Scatta la curiosità e iniziano le prime collaborazioni con “Il Sannio Quotidiano” e “Il Mattino”. Giornalista pubblicista con il desiderio di raccontare storie di personaggi, popoli, paesaggi, monumenti e tradizioni.

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