Nei secolari boschi del monte Terminio è custodita l’affascinante Grotta dei Candraloni, un profondo inghiottitoio naturale solcato da acque cristalline.

Ancora una volta, il parco regionale dei Monti Picentini sorprende per gli infiniti tesori naturalistici che offre. Ora è il momento di scoprire la Grotta dei Candraloni, un inghiottitoio naturale nascosto nell’Altopiano di Verteglia a Montella, in provincia di Avellino. L’ingresso principale della grotta è nascosto dai faggeti e bisogna salire a quota 1220 metri s.l.m, da qui si entra nelle misteriose viscere del percorso che si sviluppa per 840 metri, mentre la profondità è di 65 metri. Il primo passaggio obbligatorio del sentiero dei boschetti di faggio all’ingresso della grotta è costituito da una serie di scalette naturali a sinistra dell’omonimo ruscello Candraloni. Poi, solo i più esperti, motivati ed equipaggiati possono proseguire, rimanendo sulla sinistra, per una disarrampicata di qualche metro, resa un po’ scivolosa dalla presenza di acqua, mentre sono più caratteristici e per chi sa usufruirne, anche utili, i tanti ramoscelli e tronchetti d’alberi presenti, adagiati lì dalle intemperie dell’inverno e dagli strani giochi della natura. S’incomincia quindi lungo il ramo principale della grotta, un “canale carsico”, che si estende per 400 metri e conduce al fiume delle Acque Nere. Questo è il tratto più agevole e spazioso dell’inghiottitoio, sebbene è molto probabile la presenza di fango, anche alto e ” l’effetto ventosa” che può provocare se ci si affonda con i piedi. Non di rado, può arrivare anche alle ginocchia e spesso sporca anche le concrezioni e le stalattiti.

Il percorso comincia poi a stringersi, diventa una strettoia, anche abbastanza piena d’acqua in alcuni periodi dell’anno, rallentando di parecchio il proseguimento, che culmina nel sottostante piano delle Acque Nere.

Per comodità, circa trent’anni fa, dopo mesi e mesi di duro lavoro, fu allargato un po’ tutto il tragitto e fu creato un varco più transitabile per le esplorazioni e dei rami più brevi e visitabili. Così, oggi si può imboccare anche un ramo secondario, in senso opposto al primo, che si segue appena scesi il dislivello del percorso iniziale e procede a destra in risalita. Di buono c’è che non presenta acqua e i paesaggi risultano comunque puliti, e consente di apprezzare le forme carsiche che la natura, nel tempo, si è divertita a plasmare, sottoforma di creazioni rocciose, vasche, vaschette, stalattiti, insenature varie e le colate di calcite.

Poter esplorare la Grotta dei Candraloni è un privilegio riservato a pochi. Soprattutto per l’asperità che una tale discesa, ovviamente presenta, ma il “viaggio in profondità” di per sé rappresenta un’occasione unica di scoprire un nuovo mondo, un tesoro nascosto a cui non tutti possono accedere.

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