Recupero e restauro di un complesso di valore storico e culturale: la Reggia di Carditello.

Conosciuta anche come Reggia di Carditello, è a circa 1 km dal centro abitato di San Tammaro ed è storicamente appartenuta ai Borbone come del resto altri 22 siti tra i quali il Palazzo reale di Napoli, la Reggia di Portici, la Reggia di Capodimonte e la Reggia di Caserta.

Scopri anche la gallery dedicata alla sua riapertura.

Questo gioiello dell’architettura settecentesca fu inizialmente adibito a riserva di caccia ed era circondato da boschi, pascoli e terreni. Successivamente fu trasformato in fattoria modello per la produzione di grano, allevamento di cavalli di razza ed azienda bufalina.

Fu costruita dall’architetto Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli ed era abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare.

Nel 1920 gli immobili e l’arredamento cessarono di essere demaniali e passarono all’Opera Nazionale Combattenti. I terreni furono divisi in lotti e venduti, mentre il fabbricato centrale e gli ettari circostanti entrarono a far parte del Patrimonio del Consorzio Generale di Bonifica del basso Volturno. Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche vi insediarono il proprio comando aumentando lo stato di degrado in cui la reggia versava ormai da tempo.

Dal 2014 è gestita dal Polo Museale della Campania ed è stata riaperta al pubblico l’8 Gennaio 2017  rendendo visitabili gli ambienti al primo piano dell’edificio centrale e gli spazi esterni, come l’ippodromo con il piccolo tempio a pianta centrale da cui il re seguiva le esibizioni.

Mi chiamo Mariano De Angelis, ho 24 anni e sono laureato in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano. Sono un fotografo professionista specializzato in fotografia di architettura e documentaria e ultimamente sto realizzando reportage fotografici sul patrimonio artistico e paesaggistico della Campania.

Un pensiero riguardo “La rinascita del Real Sito di Carditello

Commenta