A Montella, paese della Comunità Terminio-Cervialto, si trovano tre splendide cascate che arricchiscono in bellezza il paesaggio locale.

Ci sono dei colori in  natura che parlano di vita. Da Montella, importante paese nell’avellinese, arrivano cartoline di speranza, pennellate dal verde dei castagneti e dall’azzurro, limpido, fresco e zampillante delle sue tre cascate. L’acqua è vita, sviluppo di civiltà e letizia per i sensi.

Per questo, il fatto che in un paese ci siano una o più cascate è una benedizione. Qui le cascate sono un forte richiamo turistico per i visitatori che dalle città si spostano nell’entroterra per poter assaporare un po’ di natura incontaminata e per l’economia; in quanto alcune cascate hanno anche una valenza di bacino acquifero per l’ente idrico Alto Calore.     

A Montella, come detto, ci sono più cascate. La prima, la più amata e conosciuta, è senza dubbio la Cascata della Lavandaia. Innanzitutto, si trova praticamente in paese, quindi è facilissima da raggiungere e cosa più importante, si trova proprio ai piedi del Santissimo Salvatore, monte sacro sulla cui cima sorge l’omonimo Santuario. La cascata della Lavandaia è una meta obbligatoria. Il paesaggio è fiabesco, delineato dalla folta vegetazione circostante e dalla cascata che era già presente al tempo della realizzazione dell’omonimo ponte del I secolo a.c. Negli anni, è stata sottoposta a lavoro di rifacimento fino ad arrivare nel XV secolo quando la sua funzione principale divenne quella di alimentare il vecchio mulino fortemente voluto dai montellesi e che è rimasto attivo fino agli anni cinquanta del secolo scorso. Di esso, oggi, sono visibili pochi ruderi delle mura.

La cascata deve il nome ad un antica leggenda che racconta di una bella lavandaia, che fu sedotta da un nobile locale e poi, rimasta incinta, fu annegata nelle vicinanze del ponte dal seduttore stesso. La storia però, invece di connotare la zona di mistero, si è scontrata con la memoria dei paesani che, invece, ricordano meglio questo posto, come il luogo eletto dove le donne, in antichità, andavano a lavare i panni nelle cristalline acque del fiume. La Cascata della Lavandaia è davvero il luogo del cuore per i montellesi, quasi giornalmente ci passano semplicemente per farvi una capatina, controllare la gettata dell’ acqua, scattare qualche foto o salutarsi con gli amici. È anche un luogo molto amato dai visitatori stranieri che già da questo periodo la prediligono per la frescura e la scenografia romantica. La Cascata della Maronella è invece un po’ più nascosta. Quasi custodita dalla vegetazione e per questo difficile da vedere dalla strada. Nonostante questo, è molto frequentata, soprattutto dai pescatori che qui possono trovare le trote forio e da chi, in estate, vuole fare qualche tuffo nel totale relax che solo la montagna sa donare. Infine, percorrendo le acque del fiume Calore, da Montella in direzione Acerno, si giunge ad un altro scorcio di paradiso terrestre, dove la forza dirompente della natura lascia senza fiato. Si arriva così alla Cascata del Fascio ed il ponte che lo sovrasta. Dal nome, si evince che fu costruita, e quindi è un bacino artificiale, durante l’epoca fascista. Sul ponte, infatti, ancora oggi è visibile la scritta “M” e fu pensata per convogliare le acque d’irrigazione della Piana di Folloni ed alimentare l’ente idrico Alto Calore. Il ponte del fascio è per veri coraggiosi. Devi amare la montagna e devi saperci camminare. La cascata è alta più di otto metri ed altrettanti in profondità si formano alle sue pendici grazie al suo gelido ed impetuoso gettito d’acqua. Inoltre, il ponte che la sovrasta non ha pareti, è una “passerella” dove in effetti non hai appigli se non alle spalle il getto d’acqua. Però è spettacolare ed è la cascata ideale per tuffarsi e fare un vero bagno. Delle tre cascate, per conformazione e locazione è quella meno conosciuta dai forestieri.

Per descrivere la vera bellezza delle cascate, bisognerebbe far ascoltare lo scroscio, a volte imponente dell’acqua che scorre. Posso solo aggiungere che “l’avrio” di aria fresca che t’investe e circonda quando si sta di fronte ad una cascata, è una gettata di freschezza che sembra lavarti i pensieri. È acqua che scorre, è acqua viva, pulita, che arriva per rigenerare corpo e anima.

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un’altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

Un pensiero riguardo “Le cascate di Montella, luoghi di pura magia

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