Le grotte di Pertosa-Auletta, panorama turistico internazionale

Il Vademecum del viaggiatore naturalista

Le grotte di Pertosa-Auletta

” In uno spazio dilatato dal buio rifulgono colonne di calcare, lacrime trasudate dalla terra, nell’alternanza delle forme un’unica direzione obbligata, lo sfiorarsi di concrezioni verticali nell’intercapedine di un alito di stupore. “

Carla Vercelli

Situato nel sottosuolo dei comuni di Auletta e Polla (Salerno) a 263 metri sul livello del mare, lungo la riva sinistra del fiume Tanagro (o Negro), il complesso carsico delle grotte di Pertosa-Auletta rappresenta una meta turistica di rilevanza internazionale, esso infatti è tra le poche grotte non marine attraversate da un corso d’acqua navigabile in barca. 

Questi labirinti di roccia si diramano attraverso la parte settentrionale della catena dei monti Alburni, per una lunghezza tale da renderne quasi impossibile una mappatura completa. Si suppone che la loro genesi ed evoluzione siano addebitabili a fenomeni tettonici (riguardanti i movimenti della crosta terrestre) ed all’oscillazione del livello di base della falda idrica, bisogna infatti ricordare che il calcare per crescere di un solo centimetro impiega ben 100 anni. Ben poco si sa invece sull’origine delle acque che permeano questi cunicoli; dapprima si pensava provenissero da un condotto sotterraneo collegato al Tanagro, oggi invece è opinione comune che le acque fuoriescano da uno o più punti di emergenza della falda freatica (o falda libera) presente nel massiccio degli Alburni.

Nonostante l’assenza di luce e di piante verdi, molte specie di animali, sia acquatiche che terrestri, modellano i loro cicli vitali alle condizioni relativamente stabili di questi ambienti, entrandone in perfetta simbiosi. E’ possibile infatti rinvenire una grande varietà di taxa, un vero e proprio “dominio delle acque sotterranee”; sono ben rappresentati protisti (o proctotisti, organismi unicellulari), anellidi (phylum Anellida), molluschi, crostacei (Gamberetto salmastro,Palaemon adspersus, gamberetto di fiume, Palaeomonetes antennarius e il granchio di fiume,Potamon fluviatile), pesci (Barbo canino, Barbus caninus e Cheppia, Alosa fallax nilotiea) ed anfibi. Meno ricca ovviamente risulta la componente terrestre, che comprende quasi esclusivamente insetti, aracnidi e miriapodi (Phylum Arthropoda). Questi organismi rivestono un ruolo attivo all’interno dell’ecosistema sotterraneo, funzionando come dei veri e propri depuratori naturali; essi, infatti, in combinazione con vari meccanismi chimico-fisici, vengono coinvolti nei processi di filtrazione, soprattutto per quanto riguarda le trasformazioni della sostanza organica.

Il paesaggio naturalistico è accompagnato da un interessantissimo retroscena paleontologico. I reperti recuperati tra il 1896 e il 1898 provano, infatti, che la cavità fu abitata intorno al bronzo-medio. Inoltre, per l’elevato numero di vasi e vasetti utilizzati come bolli-latte e utensili tipici di quell’epoca, si suppone che gli abitanti fosse per lo più pastori che vivevano su palafitte.

Le Grotte accolgono oltre 100.000 visitatori l’anno e il numero è in costante crescita. Da circa 8 anni il complesso ospita la prima forma di Speleoteatro “l’Inferno di Dante nelle Grotte, prodotto dalla Tappeto Volante S.a.s., ideatore e regista Domenico Maria Corrado. Durante la manifestazione il pubblico, diviso in gruppi da 30/35 unità, viene affidato ad un “Dante”, il quale scorta i visitatori attraverso i dieci cerchi dell’Inferno, ed in ognuno di essi, incontra i personaggi che più lo caratterizzano. L’Acheronte viene magistralmente sostituito dal fiume Negro, che normalmente ivi fluisce, le quinte e i fondali di cartapesta invece, da uno scenario preistorico che vanta migliaia di anni.

Fin da piccolo Gianluca Miccoli abbraccia il culto del digiprescelto e finisce Hercules tre volte. Cresciuto e divenuto “adulto” si diploma, prende una Laurea in Biologia Marina alla Federico II e segue attualmente una Laurea Magistrale in Neurobiologia presso La Sapienza di Roma (della quale sfrutta il nome altisonante per ammaliare le fanciulle). Amante della natura e delle lunghe scampagnate nei boschi, Gianluca mostra una passione senza fine per il mare e tutto ciò che lo riguarda, gastronomia compresa.

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