Le bellezze e i sapori di Procida, la piccola perla del Golfo di Napoli, famosa per i suoi colori.

«Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.»

(Elsa Morante, L’isola di Arturo)

Già Elsa Morante si era resa conto della bellezza e dello splendore di una delle più deliziose perle del Golfo di Napoli: Procida. Un fine settimana è più che sufficiente a visitare Procida, con tutte le sue bellezze naturalistiche e architettoniche. L’isola offre un’atmosfera lontanissima dall’eleganza di Capri e dal caos ischitano, ma degna di essere vissuta con intensità e trasporto. Buona parte dei traghetti e degli aliscafi diretti a Ischia fanno tappa a Procida: il viaggio in aliscafo dura 40 minuti circa, mentre quello in traghetto un po’ di più.

L’isola è abitata prevalentemente da pescatori, che da generazioni si procacciano da vivere grazie ai tesori del mare: i procidani sono molto ospitali e generosi e riescono a coinvolgere il turista in un clima di familiarità e confidenza.
Il punto più occidentale dell’isola è il borghetto di Marina di Chiaiolella: la spiaggia è una piccola striscia di sabbia vulcanica, su cui si affacciano deliziosi ristorantini e bar, e dalle cui scogliere a strapiombo sul mare si gode di un panorama ineguagliabile.
Il villaggio forse più famoso dell’isola è quello della Corricella: le abitazioni, dal tetto a forma di cupola, saltano all’occhio da lontano, per i colori sgargianti e luminosi della vernice; la spiaggetta della Corricella, sovrastata da un cimitero, ha ospitato il set cinematografico del film “Il postino” (1995), con Massimo Troisi, che morì proprio durante le riprese.
Tappa successiva del tour è il borgo di Terra Murata: il suo simbolo è una fortificazione di XVI secolo, costruita per far fronte alle numerose scorrerie saracene, che in quel periodo stavano mettendo in ginocchio la popolazione procidana; poco lontano, sorge un carcere (chiuso nel 1980), dove furono ospitati gli ergastolani di quasi tutta la penisola.
Il modo migliore per terminare il vostro tour sarà rifocillarvi in uno dei tanti ristoranti di Marina Grande: ostriche, gamberi, calamari e pesce appena pescato sapranno soddisfare pienamente i gusti di chi ama i tesori che il mare, ogni giorno riesce a regalare agli abitanti di Procida.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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