Letino è il comune più alto del Casertano, posto su un colle che si eleva sull’altopiano attraversato dal fiume Lete, circondato dai monti Ianara, Cappello e Favarcchi, in una delle aree più suggestive del Matese.

Sull’origine del nome sono state formulate diverse ipotesi, la più attendibile delle quali propone che esso derivi dal nome del fiume che attraversa la valle.

Agli inizi del Novecento furono rinvenuti strumenti litici, andati ormai dispersi, descritti come pugnali del tipo foliato e frecce, lasciando ipotizzare la presenza di un insediamento della fine del neolitico o dell’Età del Rame. Resti di antiche tombe e abitazioni sono presenti, inoltre, nelle località campo delle Secine e San Pietro. L’abitato medioevale con il castello, posto proprio in cima al colle, fu costruito su mura megalitiche di epoca sannitica, attualmente individuabili solo in qualche masso. Le notizie storiche che si hanno sul Castrum Tini, come il paese veniva chiamato nel Medioevo, sono molte a partire dall’epoca normanna. Nella prima metà del XII secolo il territorio del castrum fu feudo di Rainone di Prata. Sappiamo inoltre che Papa Alessandro III assegnò nel 1168 terre e boschi presso Tinam al Monastero di San Vittorino di Benevento. Dal XIV secolo il territorio appartiene alla Baronia di Prata, ove si susseguirono i Sanframondo e i Pandone, successivamente al feudo di Aliano, di cui furono signori i De Penna, i Mattei e i Carbonelli. Nel 1877, l’8 aprile, una banda di rivoluzionari che si proclamavano seguaci delle idee anarchiche e socialiste, al comando di Carlo Cafiero, occuparono la sede del Comune e si impossessarono delle armi usate dalla Guardia Nazionale all’epoca del brigantaggio. Dopo aver proclamato una repubblica anarchica, aver abolito le tasse, compresa quella sul macinato e aver tentato di sollevare la popolazione, i protagonisti si rifugiarono sui monti del Matese, dove tre giorni dopo si arresero all’esercito regolare che li aveva circondati. Infine il paese fu interessato, seppur marginalmente, dagli eventi bellici dell’ottobre 1943.

 

Il centro storico è posto in cime al monte Preci, dominato dalla mole del Castello che consentiva il controllo del passaggio verso Boiano. Di forma quasi rettangolare, lungo circa 90 metri e largo 40, l’edificio fortificato presenta cinque torri circolari. All’interno è presente la Chiesa di santa Maria, con un portale in pietra locale sormontato da un interessante stemma. La Parrocchiale di San Giovanni, datata al 1564, si caratterizza per l’ingresso ricavato nel campanile e per la facciata in pietra locale. All’interno sono visibili tracce di affreschi della fine del Cinquecento e interessanti paliotti degli altari. La bellezza del paesaggio e la purezza dell’aria sono elementi di grande attrazione per i visitatori, incentivati dalla possibilità di visitare luoghi ameni come le sorgenti del Lete, ai piedi del monte Ianara, e le grotte naturali situate dove si inabissa il fiume. Le grotte, che si snodano per 270 metri, sono caratterizzate da varie gallerie dislivelli e salti, rappresentano un affascinante percorso consigliato agli amanti dell’escursionismo.

A Letino è molto diffusa la coltivazione delle patate, cucinate in vari modi tradizionali. Rinomata è la produzione del Pecorino del Matese, formato di origine antichissima legato indissolubilmente, anche nel nome, al territorio di origine, dove da sempre la transumanza ha scandito i tempi e le regole dell’organizzazione sociale ed economica. Il Pecorino del Matese viene prodotto utilizzando latte crudo di pecora, filtrato e fatto coaugulare con caglio d’agnello secondo una tecnica rimasta immmutata per secoli.

 

Come arrivare

 

IN AUTO

Da Napoli: autostrada A1 direzione Roma uscita Caianello, proseguire su Ss 6 e poi Ss 85 direzione Venafro-Isernia,svoltare a destra direzione Vairano Patenora, proseguire e poi svoltare a sinistra su Ss 158, proseguire e poi svoltare a destra, seguendo le indicazioni sul posto.

D Roma: autostrada A1 direziona Napoli uscita San Vittore, proseguire su Ss 430 e poi Ss 6dir direzione Venafro e ivi prendere la Ss 85 direzione Vairano-Caianello, svoltare a sinistra su strada locale seguendo le indicazioni sul posto.

IN TRENO

Da Napoli: linea Napoli-Caserta-Roma (via Cassino), scendere a Vairano-Caianello, proseguire con autobus su linee locali

Da Roma: linea Napoli-Caserta-Roma (via Cassino), scendere a Vairano-Caianello, proseguire con autobus su linee locali

IN AEREO

Aeroporto Napoli Capodichino

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

Un pensiero riguardo “Letino, il luogo più suggestivo del Matese.

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