All’interno del Mann, la sua anima, gli spazi e le collezioni, l’unione di culture differenti sotto lo stesso tetto, nella stessa città: Napoli.

Il Museo, è noto, non è unicamente sede museale, ma al suo interno vi sono ospitati anche il Laboratorio di Restauro, la Biblioteca e gli Archivi Storici, che si pongono, visto il significativo contributo scientifico, come punti di eccellenza internazionale.

L’edificio si articola su due piani, percorribili tramite scalone o ascensore, e si estende su circa 18.500 mq. Come sono utilizzati, quale la loro funzione?

  • 8.550 adibiti ad aree espositive, che sono distinte su cinque livelli: a) Piano interrato (Sezione egizia ed epigrafica); b) Piano terra (Sezione Farnese); c) Piano ammezzato (mosaici e gabinetto segreto); Primo piano (Sezioni affreschi, bronzi, preistoria, Tempio di Iside, Villa dei Papiri); Secondo piano (Medagliere)
  • 6.000 per le aree di deposito
  • 3.400 come sede di uffici e servizi (Biblioteca, Archivio Storico, Laboratorio di Restauro)

All’interno i Giardini Storici che si dipanano nei due cortili posti ai lati dell’ingresso principale del Mann. Dopo la pulizia  nei primi mesi del 2016, e la seguente risistemazione è stata possibile la riapertura al pubblico. Nel giardino orientale è stato allestito un giardino romano temporaneo, con un pergolato di viti e di rose, elementi scultorei, in corrispondenza della mostra Mito e Natura.

Gli spazi e le collezioni

I Depositi racchiudono innumerevoli pezzi in attesa di restauro e visibile sistemazione, per lo più di origine Pompeiana ed Ercolanense, oggetti di uso quotidiano in bronzo, ceramica e vetro, recuperati in seguito agli scavi tra XVIII e XIX secolo: mensole, pentole, vasellame, recipienti per commestibili, bilance, candelabri, lucerne.
La Biblioteca vanta oltre 40.000 volumi e riviste dal tono specialistico, di carattere archeologico e numismatico ed ogni sorta di pubblicazione relativa al Museo. L’Archivio Storico custodisce le carte relative alla vita e al funzionamento del Real Museo Borbonico e alla Sopraintendenza agli Scavi del Regno, una delle più antiche istituzioni museali e di tutela d’Europa. Attualmente conta circa 12.000 fascicoli, 300 disegni e 180 manoscritti contenenti gli inventari antichi del Museo. La Stamperia tutela invece 6.000 Rami impiegati per le stampe delle opere libraie promosse da Carlo III di Borbone.

Parafrasando una concezione di Enniana memoria, il Mann lo si potrebbe immaginare possessore di tre anime. La prima, quella più antica, trae le sue origini dalle maestose raccolte dei principi italiani dell’Umanesimo e del Rinascimento: è l’eredità della Collezione Farnese, la più rilevante del Rinascimento made in Italy, che comprendeva anche filoni di altre notevoli raccolte precedenti e contemporanee (Barbo, Lorenzo de’ Medici, Fulvio Orsini). Qui si contano i “marchi” dell’arte antichi.

Una seconda anima viene fuori dallo storico Museum Herculanense della Villa Reale di Portici: un enorme ragguaglio di materiali, pitture, mosaici, bronzi, oggetti della vita quotidiana, ridati alla luce dal 1738 in poi ad Ercolano, Pompei, Stabia, per merito degli scavi promossi per iniziativa prima di Carlo di Borbone, poi del governo italiano.

È unico e singolare il posto che nella scienza del mondo classico occupa l’immensa serie delle antichità tratte dalle città sepolte dal Vesuvio nel 79 d. C.: la vita del mondo antico è apparsa in quel momento all’Europa faccia a faccia, con una vivacità, un realismo e una istantaneità quale nessuna descrizione di autore antico avrebbe mai potuto rendere. (Giovanni Liccardo, I Musei di Napoli)

La terza anima risiede negli scavi del grande territorio della provincia, un’area dal notevole profilo storico: Pithekoussai, Cuma, Capua, Nola, Miseno, Puteoli, Baia, Napoli, luoghi che hanno rivestito ruoli da protagonista in molti, lunghi e cruciali periodi della storia greca e romana.

Possiamo in definitiva affermare che le collezioni presenti al Mann sono quattro:

  • Collezione Epigrafica
  • Collezione Farnese
  • Collezione Numismatica
  • Villa dei Papiri

E il Museo conta anche:

  • Una sezione egizia
  • Mosaici
  • Il Gabinetto Segreto
  • Il Salone della Meridiana
  • Un plastico di Pompei
  • Il Tempio di Iside
  • Pithekoussai e Napoli Antica

Il Museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.
(Definizione di Museo dell’ICOM, International Council of Museums)

 

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

Un pensiero riguardo “L’animo del Mann, i suoi spazi, le sue collezioni

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