Marina Grande, borgo marinaro della penisola sorrentina, è un luogo di rara bellezza scelto come scenario di numerosi film, tra cui “Pane, amore e…”

Nella penisola sorrentina, al di là del promontorio di “Punta San Vincenzo”, si trova un antico borgo marinaro chiamato Marina Grande.
Esso è diviso da Marina Piccola dal promontorio stesso, sul quale, un tempo, sorgeva la villa del nipote dell’imperatore Augusto, Agrippa Postumo.

Racchiuso da un’alta scogliera su entrambi i lati, il borgo di Marina Grande è uno degli angoli più preziosi ed autentici della costiera sorrentina.

Nonostante negli ultimi anni si sia aperto ai veloci ritmi del turismo, questo luogo resta una zona residenziale in cui vivono tante famiglie che trovano ancora la propria fonte di reddito nella pesca.

L’architettura di Marina Grande è quella tipica dei borghi marinari dell’Italia meridionale.
L’antico accesso al borgo avveniva attraverso le mura antiche risalenti al III secolo a.C. che furono poi demolite nell’800 anche se alcune loro parti sono sopravvissute e visibili dal belvedere di via Capo e da quello che oggi è conosciuto come il Bastione di Parsano.

Il borgo conserva una delle porte di epoca romana che risultava essere l’unico accesso alla città nel XV secolo, oltre all’accesso dal mare.
Costruita con blocchi di tufo squadrati e roccia calcarea, la porta ha una struttura a doppio arco, indizi dell’ influenza greca nelle tecniche di costruzione.
Sono ancora presenti alcuni fori dei cardini in cui venivano posizionati diversi tronchi per rinforzare la porta in caso di invasioni, come quella saracena avvenuta nella notte del 13 giugno 1558, portata a compimento grazie alla complicità di un servo traditore.

Marina Grande è un luogo dalle antiche tradizioni legate soprattutto al mare, come l’arte marinara della costruzione del Gozzo Sorrentino ossia una piccola imbarcazione a remi con vela latina e con poppa e prua a forma aguzza.
Un tempo nel borgo vi erano numerosi cantieri dedicati a questo tipo di costruzione ma oggi la produzione si è spostata in luoghi più industrializzati.

Il senso di identità che si respira in questo gioiello della costiera sorrentina è molto forte; il luogo intorno a cui si riunisce la comunità di pescatori è la chiesa di Sant’Anna.
La chiesa fu costruita grazie ai finanziamenti dei pescatori e fu dedicata inizialmente alle anime del Purgatorio, solo in seguito alla Santa che è festeggiata il 26 luglio.
La struttura architettonica presenta un’unica navata rettangolare con volta a botte, un tempietto con la statua della Santa sull’altare maggiore, il quale è preceduto da una balaustra in marmo policromo.
Sono inoltre presenti una scultura del ‘700 ritraente San Giovanni Battista e una scultura, di manifattura popolare, ritraente il Cristo Crocifisso .

Il borgo è stato scelto numerose volte come scenario di film più o meno conosciuti.
Il più noto è sicuramente “Pane, amore e…”, un film del 1955 diretto da Dino Risi, facente parte della tetralogia “Pane amore e fantasia” e “Pane, amore e gelosia” e seguito da “Pane, amore e Andalusia”.
E’ il primo della tetralogia che è girato a colori e vede come protagonisti Sophia Loren e Vittorio De Sica.

La fama del film ha sicuramente favorito la metamorfosi del luogo e ha attirato l’attenzione dei turisti.
Oggi vi sono alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari ed è anche possibile effettuare gite in barca.

Marina Grande è uno scorcio della penisola sorrentina di rara bellezza non ancora totalmente divorato dal turismo e da cui è possibile ammirare il Golfo di Napoli, il Vesuvio e la Costa del Capo di Sorrento che va fino alla zona dei bagni della Regina Giovanna.

 

 

Commenta