Il Monte Stella, la madre del Cilento. Tra natura e storia una gallery per mostrarne la bellezza

Il Monte Stella sorge nel Parco Nazionale del Cilento raggiungendo i 1131 metri sul mare.
Diversi sono i percorsi che conducono alla vetta del Monte; tutti partono dai comuni che abbracciano le sue pendici: Stella Cilento, Sessa Cilento, Omignano, San Mauro Cilento, Pollica, Serramezzana, Perdifumo, Castellabate, Lustra e Rutino.

È dal monte stesso che prende il nome la Comunità montana Alento-Monte Stella che riunisce alcuni comuni limitrofi (Cicerale, Perdifumo, Laureana Cilento, Lustra, Ogliastro Cilento, Omignano, Perdifumo, Prignano Cilento, Rutino, Serramezzana, Sessa Cilento e Stella Cilento).
L’obiettivo della comunità montana è la rinascita sociale ed economica della propria zona tramite una “politica di riequilibrio e di sviluppo delle risorse attuali e potenziali’’ per approfondire cliccate sul sito.

Tra foreste, lembi di macchia mediterranea, corbezzoli, lecci, mirti, castagni, fichi e tanto altro si giunge alla vetta del monte che offre panorami mozzafiato dalla Piana del Sele e la Costa Cilentana alla Valle dell’Irno, i Monti Lattari, la Costiera Amalfitana, fino al Vesuvio e Capri.
Con un po’ di fortuna si possono incontrare diverse specie di anfibi tra cui rana e salamandra pezzata e poi ancora pipistrello martore, ramarro, cervone, colombaccio, quaglia.

La cima del monte ospita un santuario dedicato alla Madonna del Monte Stella, il cui edificio risale all’anno 1000 c.a.
Esso ricade nella giurisdizione ecclesiastica della parrocchia di San Mango Cilento, poiché nel 1362, il sacerdote di San Mango Angelo Sombato, ottenne, dall’allora vescovo di Capaccio, il permesso di trasferirsi sulla vetta del monte per condurre una vita eremitica e celebrare la messa per i pellegrini che vi si recavano ad onorare la Vergine. Fu così che Sombato ottenne anche il permesso di cambiare il nome della cappella, precedentemente intitolata a San Marco Monte Cilento mentre adesso intitolata a Santa Maria della Stella; così il Monte Cilento divenne Monte Stella.

L’effigie mariana  è proprietà degli omignanesi i cui parroci hanno celebrato i riti religiosi.
Il santuario appartiene alle sette chiese mariane maggiori del Cilento ribattezzate le “sette sorelle”: la Madonna della Stella, la Madonna della Civitella di Moio, la Madonna del Carmine di Catona di Ascea, la Madonna della Neve del Cervati, la Madonna di Pietrasanta di San Giovanni a Piro, la Madonna del Sacro Monte di Novi Velia, la Madonna del Granato al Calpazio.

Il pellegrinaggio alla Madonna della Stella avviene la domenica successiva al 15 agosto e grazie alla strada rotabile di recente costruzione, il flusso  di visitatori e di devoti che ormai vi giungono da tutti i paesi delle pendici del Monte della Stella (Cilento Antico) è fortemente aumentato. Sulla vetta, inoltre, si trovano delle rovine in pietra che per alcuni storici risalirebbero all’antica capitale dei Lucani, Petilia; per altri si tratterebbe di un centro abitato di carattere difensivo del IX secolo, denominato Melella.

Infine la cima del monte è anche sede di una ex base LORAN (LOng RAnge Navigation, dall’inglese navigazione a lungo raggio) tuttora utilizzata come base radar dall’ENAV per controllare il traffico aeronavale dei settori Est del Tirreno Centrale e del Tirreno meridionale.

Sono Aurora Tesone, sono nata a Napoli e frequento la facoltà di Scienze Sociali della Federico II.

Sin da piccola sono sempre stata appassionata alla fotografia che è per me mezzo e fine.

Ho partecipato a mostre fotografiche con l’Associazione Cremano Giovani, con il Comitato quartiere stella di Casoria e con il centro Gamen; ho lavorato come fotografa per feste private e attualmente lavoro ad un progetto sul territorio di Scampia con un gruppo di fotografi.

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