Il Vademecum del viaggiatore naturalist29a

“ […] Ponte gettato sui laghi sereni, per chi dunque sei fatto e dove meni?”

Giovanni Pascoli

L’Oasi del Lago di Conza sorge all’interno dell’omonimo comune in provincia di Avellino e si estende per circa 800 ettari. Essa rappresenta la più estesa area umida della Campania, fiore all’occhiello del panorama paesaggistico internazionale, soprattutto per la variegata e popolosa avifauna che vi staziona e nidifica durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l’Africa.

Proprio per la presenza del maestoso specchio d’acqua, in cui confluiscono le acque del fiume Ofanto, la maggior parte della componente animale è rappresentata dall’avifauna acquatica. Recentemente sono state censite un totale di 140 specie di uccelli, tra cui di particolare importanza il falco pescatore (Pandion haliaetos), la nitticora (Nycticorax nycticorax) e la cicogna bianca (Ciconia ciconia). Non mancano il falco pellegrino (Falco peregrinus), la moretta tabaccata (Aythya nyroca), il porciglione (Rallus aquaticus) e il meraviglioso airone rosso (Ardea purpurea). Nei dintorni dell’Oasi trovano posto però anche allodole (Alauda arvensis), cappellacce (Galerida cristata) e svariati passeriformi come lo strillozzo (Emberiza calandra) e l’occhiocotto (Sylvia melanocephala). Tra i mammiferi spicca la lontra (Lutra lutra), elusiva abitatrice degli angoli più appartati dell’invaso e purtroppo in pericolo d’estinzione.

La flora consta di tre ambienti fondamentali: il bosco igrofilo, i pascoli e l’ambiente steppico. Il bosco igrofilo è costituito da tamerice (Genere Tamarix), di origine nordafricana, in grado di colonizzare anche ambienti salati o temporaneamente inondati, salice bianco (Salix alba) e pioppo italico (Genere Populus), entrambe tipiche delle acque dolci. I pascoli e l’ambiente steppico presentano una dominanza di Bromus erectus, a cui si associano avena selvatica (Avena fatua) e sambuco (Genere Sambucus).

L’Oasi è aperta alle scuole e a visitatori provenienti da tutto il mondo. Oltre alle attività di ricerca su campo infatti, il territorio dispone di una sala conferenze, un laboratorio di educazione ambientale, un’aula all’aperto e di due sentieri attrezzati con capanni di osservazione e pannelli didattici, il sentiero natura e il sentiero della cicogna bianca. Il sentiero natura si sviluppa completamente su un camminamento in legno, sopraelevato di alcuni centimetri rispetto a terreno così da permettere l’accesso ai disabili su carrozzina ma anche ai visitatori non esperti in caso di giornate piovose. Il sentiero della cicogna bianca invece si dirama attraverso un camminamento ricavato con pietrisco che circonda l’area faunistica della cicogna e permette l’ingresso in un capanno da cui è possibile osservare alcuni esemplari.

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