L’Officina della Tammora come luogo di incontro tra arti per creare un circolo virtuoso al fine di riscoprire e diffondere la tradizione napoletana

L’Officina della Tammorra nasce nel 2000 da un progetto di Paola Gargiulo, che insieme al marito Enrico Giorgio, gestisce attualmente l’attività commerciale e tutte le iniziative legate all’Officina.
Il progetto iniziale, “Strumenti musicali e percussioni”, si orienta successivamente alla sola produzione di strumenti musicali della tradizione popolare napoletana.

L’idea di base è proprio quella di diffondere la tradizione napoletana, dalla musica alle danze all’arte, per creare un circolo virtuoso che possa coinvolgere artisti, musicisti, danzatori, artigiani e tutti coloro che condividono questa passione per la propria terra.

Da sempre, dunque, Paola si dedica al ballo, alla musica e alla fabbricazione artigianale degli strumenti musicali della tradizione, difatti, nel 2015 consegue il titolo di Maestro Artigiano, conferitole dalla Commissione Provinciale per l’Artigianato di Napoli.


Tanti sono gli strumenti musicali napoletani che si possono trovare all’Officina della Tammorra, situata nel suggestivo Vico San Severino, una traversa di San Biagio dei librai:
tammorre e tamburi in legno di acero o castagno e in pelle di pecora o capra (tagliata a mano con tecniche antichissime);
triccabballacche : composti da tre martelletti in legno (acero o castagno) uniti su una base anch’essa in legno. Il martello centrale è fisso mentre i laterali sono mobili e su tutti e tre sono fissati dei sonagli detti anche cembali;
– castagnette : costituite da due elementi in legno (spesso in legno di limone che, come spiega Paola, è un legno molto sonoro)che hanno forma di conchiglia ma, se chiusi, assumono la forma di una castagna;
– scetavajasse : formato da due bastoni di legno di cui uno liscio e l’altro dentellato. Il secondo, sul lato opposto alla dentellatura, presenta una serie di cembali. Il suono è prodotto dallo sfregamento del bastone liscio su quello dentellato;
– putipù:  composto da una pentola in terracotta o una scatola tonda, di latta, coperta da un lato dalla pelle sempre di capra o pecora; al centro della pelle è posta l’estremità di una canna. Il suono è prodotto dallo sfregamento della mano lungo la canna, precedentemente inumidita.

Oltre agli strumenti musicali, la produzione comprende tantissimi ninnoli e oggetti da esposizione: quadretti dipinti a mano, in tela o con stampe, tammorre e tamburi anch’essi dipinti a mano ed ancora ceramiche, orecchini, collane e gioielli sempre dipinti a mano, corni portafortuna (‘0 curniciello)  di differenti dimensioni …. in questo caso si assicura l’assoluta efficacia contro la sfortuna e la iettatura.

Tutta la produzione presente nell’Officina non è esclusivamente ad opera di Paola, essa coinvolge molti degli artisti e artigiani napoletani come ad esempio Antonio Esposito (per gli strumenti musicali),  i pittori Franco Esposito, Vincenzo Esposito e tanti altri.

Numerose sono le manifestazioni artistiche alle quali Paola e Enrico hanno partecipato come ballerini e musicisti e tanti sono i progetti che partiranno a fine marzo.. per restare aggiornati o per maggiori informazioni si consiglia di consultare la pagina instagram OfficinaDellaTammorra1 oppure inviare un’email all’indirizzo officinadellatammorra.napoli@gmail.com.

Verso la metà del mese di marzo, l’Officina della Tammorra riaprirà dopo un periodo di chiusura successivo al periodo natalizio, chiamato dagli artigiani del posto ‘La Fiera’; così, camminando per le vie del centro storico di Napoli, potremo di nuovo lasciarci coinvolgere dall’incanto delle musiche tradizionali.

 

Come raggiungere l’Officina partendo dalla stazione centrale in piazza Garibaldi :
a piedi : percorrere il Corso Umberto e, poi, svoltare a destra per Via Duomo. Giunti in via Duomo imboccare Via San Biagio dei Librai e poi Vico San Severino;
in auto: percorrere il Corso Umberto, svoltare a destra per Via Duomo e parcheggiare qui poiché nella zona dove è sito il negozio non è consentita la circolazione delle autovetture;
in metro:  (linea 1)  scendere alla fermata Università in piazza Bovio, continuare diritto e svoltare sulla sinistra in via Mezzocannone; giunti alla fine della strada, girare sulla destra e proseguire diritto per via San Biagio dei Librai. Infine imboccare Vico San Severino (sulla destra) posto subito dopo la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

2 pensieri riguardo “Officina Della Tammorra: dalle sue origini ai progetti futuri

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