Ricerche astronomiche e progresso scientifico nel Mezzogiorno italiano. La storia dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte.

A pochi passi dalla reggia di Capodimonte, all’inizio del Moiariello, sorge un importante punto di riferimento per la comunità scientifica napoletana, l’osservatorio astronomico di Capodimonte(OAC), sede permanente dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF).

I lavori di costruzione furono incentivati da Gioacchino Murat e dal successivo re di Napoli, Ferdinando I di Borbone, che individuò come luogo idoneo alla costruzione la collina “Miradois”, allora sita all’esterno delle mura cittadine; si trattava di un luogo panoramico, completamente isolato dal caos urbano, che consentiva quindi agli scienziati di concentrarsi in piena tranquillità su alcuni degli allora più diffusi argomenti di studio: la misurazione dell’ora esatta, e le previsioni metereologiche.

Soltanto a partire dal 1912, il nuovo direttore Azeglio Bemporad iniziò ad orientare gli studiosi verso questioni legate al campo dell’astrofisica, inserendo così l’osservatorio astronomico di Capodimonte in un ambito di ricerca di carattere internazionale.

Attualmente, il centro di ricerca vanta un patrimonio culturale vastissimo: basti pensare alla biblioteca dotata di oltre 36.000 volumi, tra libri e periodici, il cui numero è cresciuto negli anni, grazie a frequenti donazioni di inestimabile valore. Un fiore all’occhiello, tra i tanti esemplari custoditi, è la prima edizione del “De revolutionibus orbium coelestium” di Niccolò Copernico.

Degni di nota sono anche il laboratorio di fisica delle galassie e cosmolgia, che studia le varie fasi evolutive dell’universo e il laboratorio di tecnologie spaziali, che, attraverso l’ausilio di strumenti tecnologici all’avanguardia, riesce a reperire importantissime informazioni sui corpi celesti del Sistema solare, che altrimenti sarebbero per noi inaccessibili.

Grazie ai suoi collegamenti con le università della Campania e dell’Italia meridionale, l’Osservatorio astronomico di Capodimonte ricopre un ruolo fondamentale, nel percorso formativo universitario e non solo, ma si inserisce a pieno in un programma di divulgazione internazionale, che mira a diffondere le conoscenze acquisite, affinché esse possano essere un trampolino di lancio per il progresso scientifico del Mezzogiorno.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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