Il Parco Archeologico di Cuma, un luogo ricco di storia e antichità da scoprire

 

A Cuma, uno degli iniziali polo di sviluppo della civiltà flegrea, furono ritrovate, durante gli scavi effettuati dal Conte di Siracusa nel 1852 e quelli operati dallo Stevens nel 1878, in antichissime tombe, suppellettili, stoviglie e altri numerosi reperti pertinenti al rito funebre, che secondo il parere degli studiosi farebbero parte di quegli usi tipici, dei popoli indigeni del Mediterraneo. Per tale motivo, sarebbe dimostrata l’esistenza di una civiltà preellenica, che colloca Cuma tra quei centri campani, come Capua o Nola, che senza l’influenza esterna di altri popoli, conobbero un proprio sviluppo.

Risulta però difficile, se non impossibile, stabilire con esattezza a quale stirpe della popolazione mediterranea essi realmente appartenessero. La teoria più diffusa è quella secondo la quale, alla originaria popolazione mediterranea, sarebbero succeduti gli Osci, il più antico popolo protostorico della Campania, i quali occuparono l’intera regione. Secondo altri studiosi invece, all’antica e originaria popolazione, sarebbero succeduti i Cimmeri, i quali abitavano nelle caverne e preferivano creare collegamenti sotterranei a quelli normali, a cielo aperto.

Quale che sia la realtà, appare in tutta la sua evidenza,  che prima di ogni possibile influenza, a Cuma come ad Ischia, ci fu un popolo indigeno con propri usi e costumi, sui quali si sono sovrapposti con il passare dei secoli, quelli di altre civiltà, teoria che assume i crismi della certezza, grazie soprattutto ai ritrovamenti archeologici.Sito Archeologico di Cuma 21

Cuma, fondata nell’VIII secolo a.C. da un gruppo di coloni calcidesi, è tra le più antiche aree archeologiche d’Italia. Il luogo, infatti, era stato abitato nell’Età del Ferro e, probabilmente, fin dal periodo del Bronzo finale (XI-X sec. a.C.).

Dell’Acropoli di Cuma restano ancora le mura greche, della fine del V sec. a.C., con rifacimenti successivi in epoca sannitica e sino all’epoca triumvirale romana. All’interno dell’area urbana si trovano i resti del Tempio di Apollo, del Tempio di Giove, la Cripta Romana, i resti di un grandioso edificio termale di età imperiale, dell’Anfiteatro e del Foro, di recente esplorato. Numerosi anche i sepolcri di cittadini Greci e Romani.

Nei pressi si erge l’Arco Felice, a cavallo della via Domitiana che attraversava Cuma e, congiungendosi alla via Appia, metteva in comunicazione Roma con Puteoli (Pozzuoli).

Cuma è famosa per il cosiddetto Antro della Sibilla, ricordato da Virgilio in alcuni versi dell’Eneide, che si leggono scolpiti in una lapide a lato dell’ingresso, in memoria del vaticinio che la Sibilla avrebbe qui formulato a Enea prima che egli scendesse agl’Inferi per incontrare l’ombra del padre Anchise. Questa attribuzione (oggi considerata erronea) è del Maiuri, che scoprì l’antro nel 1932: in realtà è una lunga galleria scavata nella roccia per scopi militari.

 

Sito Archeologico di Cuma 16

Il parco Archeologico di Cuma è un luogo di grande interesse da visitare almeno una volta nella vita. Differente dai più noti scavi archeologici di Pompei, il percorso turistico offre numerose attrazioni di grande antichità ed inestimabile valore.

Superato il viale d’ingresso, s’incontra il famoso – e già citato – Antro della Sibilla, accessibile da un piccolo piazzale sulla sinistra. Si tratta di una galleria tufacea rettilinea, alta circa 5 metri e lunga oltre 130, scavata in due diversi momenti: lo scavo più antico è trapezoidale ed è databile forse al IV sec. a.C.; quello più recente, praticato in basso e di profilo rettangolare, è di epoca probabilmente augustea.

Lungo il percorso si aprono diversi bracci su entrambi i lati, alcuni ciechi, per l’illuminazione e l’aerazione, altri usati in epoca romana come cisterne e poi come luogo di sepoltura dai cristiani, altri ancora terminanti nella terrazza che sovrastava il porto.

Dal piazzale di fronte all’uscita, dal quale si diparte la Via Sacra che conduce all’acropoli, è visibile una seconda galleria tufacea: la Crypta, altro impianto militare con il quale si collegò, in età tardo-repubblicana, il porto di Cuma col Portus Iulius sui laghi d’Averno e di Lucrino.

Proseguendo per la Via Sacra, si osservano sulla destra i resti di un edificio identificato con il Tempio di Apollo, di fondazione greca e poi ricostruito in epoca sannitica e romana, infine convertito in chiesa dai cristiani nel V sec. d.C., la cui particolarità consiste nelle colonne trilobate, ossia ricavate dalla fusione di tre fusti.

Più in alto è il cosiddetto Tempio di Giove, risalente al V sec. a.C. e ricostruito in epoca sannitica e poi in età giulio-claudia, infine trasformato in basilica e consacrato a S. Massimo dai cristiani. In particolare, avanzano oggi l’area del podio, con tracce dei muri perimetrali in opus reticulatum, e parti della cella centrale.

Di qui possiamo ammirare, nella città bassa, gli edifici del Foro, costruito tra il II e il I sec. a.C., dove si ergono i ruderi della cosiddetta Masseria del Gigante, forse un impianto termale di età imperiale, e quelli delle Terme realizzate nel II secolo d.C. Queste ultime presentano due ingressi, a sud e a est, ed erano riccamente decorate con colonne in cipollino, lastre marmoree e intonaci dipinti sulle pareti, mosaici e intarsi pavimentali in opus sectile.

Nella stessa area forense, sul lato a ovest, sorge il Capitolium, di epoca sannitica (IV-III sec. a.C.), completamente ristrutturato dai Romani, con alto podio di tipo italico, sul quale si apre la cella a tre navate, preceduta da un ampio pronao. Gli enormi busti marmorei, tra cui quello di Giove, in esso rinvenuti e risalenti al I-II sec. d.C., sono ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Sulla lato a sud, invece, si trovano resti del Tempio con Portico, del quale si ignora la divinità di culto, forse da identificare con Demetra. Il tempio era posto su un alto podio con gradinata di accesso: ne avanzano il pavimento a lastre di travertino e, nella cella, il basamento per il simulacro del dio. Il tempio era recintato da un portico colonnato a tre lati con nicchie per statue e tre scalinate di accesso sulla fronte.

Sempre nella città bassa sono stati di recente portati alla luce i resti dell’Anfiteatro risalente al II sec. a.C., e, nell’antica area portuale, i ruderi di un santuario consacrato ad Iside.

ORARIO DI APERTURA:

Aperto tutti i giorni dalle ore 09.00 fino ad un’ora prima del tramonto.

Telefono 0818543060.

Sito internet.

 

 

Come arrivare:

Da Napoli (autostrade)

Imboccare Tangenziale di Napoli verso Pozzuoli. Uscita n. 13 Cuma. Seguire la statale e svoltare al primo incrocio a sinistra. Proseguire dritto e proseguire passando sotto l’Arco Felice Vecchio. Al primo incrocio, girare a destra proseguire e svoltare alla prima traversa a sinistra. Parcheggio adiacente non custodito per autovetture e autobus.

da Napoli (centro – stazione centrale di piazza Garibaldi)

Direzione Porto – Piazza Municipio. Proseguire per Mergellina e Fuorigrotta. Qui c’è la possibilità di imboccare la Tangenziale direzione Pozzuoli, oppure proseguire per la via Domiziana fino ad oltrepassare il centro di Pozzuoli (direzione Roma – via Domiziana). Seguire indicazioni per Cuma. Giunti al lago d’Averno proseguire fino a svoltare a sinistra al bivio con direzione Cuma. Proseguire dritto e proseguire passando sotto l’Arco Felice Vecchio. Al primo incrocio, girare a destra proseguire e svoltare alla prima traversa a sinistra. Parcheggio adiacente non custodito per autovetture e autobus.

da Roma a Napoli – via Domiziana   

Proseguire per Baia Domizia, Mondragone, Castel Volturno. Poi percorrere la strada a scorrimento veloce variante SS. n° 7 Quater che immette sulla Tangenziale di Napoli (Uscita Lago d’Averno), oppure percorrere la via Domiziana (SS. n° 7 Quater). Seguire indicazioni per Cuma.Proseguire dritto e proseguire passando sotto l’Arco Felice Vecchio. Al primo incrocio, girare a destra proseguire e svoltare alla prima traversa a sinistra. Parcheggio adiacente non custodito per autovetture e autobus.

Ferrovia:

da Napoli (stazione centrale di piazza Garibaldi)

Metropolitana direzione Pozzuoli. Stazione di Pozzuoli. Raggiungere (50mt. circa) fermata degli autobus per Cuma.

Viaggio stimato: 70′ circa.

Autobus:

da Napoli (stazione centrale di piazza Garibaldi)

Linee autobus SEPSA. Percorso Napoli-Pozzuoli-Cuma.
Viaggio stimato: 70′ circa.

Maddalena Venuso, nasce a Napoli e, sebbene viva a Marigliano, l’impronta della città natale le resta appiccicata come un francobollo. Poliedrica, fantasiosa, ricca di sfumature. Liceo Classico, Lettere Antiche, esperienza come Archeologa a Napoli e Pompei fino al 1994. Docente presso il MIUR dal 1994, insegna Italiano e Latino al Liceo Scientifico. Traduce la passione per l’archeologia in passione per il territorio, raccontando il gusto e le bellezze delle Terre di Campania e d’Italia. Giornalista indipendente, ha collaborato, fra gli altri, con ItaliaPiù, Italia a Tavola, l’Espresso Napoletano, Oliovinopeperoncino. Mantiene sempre viva la curiosità per il nuovo, accogliendo con piacere ogni opportunità che ritenga valga la pena sperimentare.

Commenta