Il Parco dei Campi Flegrei, un’area vastissima tra città e natura, un tesoro da valorizzare

Il Parco dei Campi Flegrei si sviluppa in una vasta area situata a Nord Ovest di Napoli. Si estende a ridosso di aree densamente abitate, infatti oltre a confinare con la stessa città di Napoli, tocca anche le cittadine di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida.

Tale aspetto sembrerebbe contraddire la funzione del Parco che per sua derivazione istituzionale ed operativa ha ragion d’essere in ambienti naturali da tutelare e da salvaguardare. Contraddizione solo apparente. Il territorio del Parco, per geomorfologia e stratificazione – fortemente caratterizzato dalla sua natura vulcanica –  se da un lato spaventa l’uomo dall’altro è fonte di straordinaria ricchezza turistica. La bellezza del paesaggio, fertile grazie al terreno vulcanico rilucente di vitigni unici al mondo, è uno spettacolo senza precedenti.

Il Parco dei Campi Flegrei è singolare per la biodiversità legata ad ecosistemi assai differenziati che le attività agricole e marinare ad essa rispettosamente connesse hanno saputo preservare nei secoli. Il territorio è espressione di un sistema vulcanico che presenta numerose bocche eruttive, alcune delle quali ancora attive, responsabili di continui cambiamenti della morfologia del territorio che, insieme al fenomeno del bradisismo,  determinano, ciclicamente, variazioni di livello del suolo.

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Tutto ciò, rappresenta un fenomeno geomorfologico affascinante. Metafora, quasi, dell’evocazione del respiro di una terra che vuol tenere vigili e attenti coloro che ad essa affidano la propria sorte, ma dai quali spesso non viene rispettata per comportamenti irriverenti.

Tale natura forte, e allo stesso tempo ammaliante, è la matrice di un paesaggio arricchito dalla presenza di diverse e interessanti, dal punto di vista ecologico, formazioni lacustri. Alcune sono di origine vulcanica, come il lago d’Averno e il più piccolo lago Lucrino, di natura salmastra. Di origine lagunare invece sono i salmastri lago Fusaro e lago Miseno, nel versante occidentale del parco.

Tali zone d’acqua rappresentano un approdo per l’avifauna stanziale e migratoria, ma anche un ecosistema unico, dove ancora oggi si possono incontrare le lucciole, e dove tra farfalle ed insetti assai differenziati, affascina il volo degli uccelli rapaci che convivono armoniosamente con uccelli acquatici e gabbiani del mediterraneo.

Il Parco annovera anche un prezioso sistema dunale che, partendo dalla base del promontorio di Cuma, si sviluppa lungo la costa protetta a terra da boschi di lecci e che rappresenta l’approdo ideale per la deposizione delle uova delle tartarughe marine.

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Sul versante costiero, incluso nell’area protetta, le scogliere tufacee di Monte di Procida rendono unico lo scenario a testimonianza di ricorrenti cicli eruttivi millenari di tipo esplosivo che rendono questi costoni veri e propri “monumenti geologici”, al cospetto di aree marine anch’esse protette.

Tra le formazioni vulcaniche più famose al mondo nel territorio di Pozzuoli si trova la Solfatara, cratere ellittico ellissoidale ancora attivo, le cui fumarole danno luogo a fenomeni di continue emissioni di vapori ed esalazioni sulfuree.

Il complesso vulcanico del Gauro, con le sue tre cime, è il più alto dei campi flegrei,  mentre il cratere degli Astroni rappresenta un ecositema particolare per il fenomeno dell’inversione vegetale al proprio interno. Interessante testimonianza della mai sopita forza eruttiva del sistema vulcanico flegreo è rappresentata dal Monte Nuovo, per le sue origini.

Esso infatti è un piccolo vulcano di 140 m originatasi in una sola notte da un’eruzione del 1538, oggi è oasi naturalistica.

Il viaggiatore che incontra questi luoghi si troverà al cospetto di un mondo naturale che è stato ed è fonte di cultura, ricco di evocazioni e suggestioni letterarie, pittoriche, teatrali, ma anche di affascinanti storie popolari dove uomini, contadini, marinai o pescatori.

Un tesoro naturale da amare, da tutelare, da salvaguardare,  da utilizzare, rispettandolo e valorizzandolo, con azioni concrete e mirate al fine di renderlo un patrimonio immortale.

Maddalena Venuso, nasce a Napoli e, sebbene viva a Marigliano, l'impronta della città natale le resta appiccicata come un francobollo. Poliedrica, fantasiosa, ricca di sfumature. Liceo Classico, Lettere Antiche, esperienza come Archeologa a Napoli e Pompei fino al 1994. Docente presso il MIUR dal 1994, insegna Italiano e Latino al Liceo Scientifico. Traduce la passione per l'archeologia in passione per il territorio, raccontando il gusto e le bellezze delle Terre di Campania e d'Italia. Giornalista indipendente, ha collaborato, fra gli altri, con ItaliaPiù, Italia a Tavola, l'Espresso Napoletano, Oliovinopeperoncino. Mantiene sempre viva la curiosità per il nuovo, accogliendo con piacere ogni opportunità che ritenga valga la pena sperimentare.

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