Il Parco dei Murales di Ponticelli è una possibilità. Tramite Inward,osservatorio della creatività urbana, la città vuole evolversi e fare del suo meglio per i suoi abitanti.

Il Parco dei Murales di Ponticelli ovvero il Parco Merola è un progetto di riqualificazione della periferia di Napoli Est nato nel 2015.

La storia che riguarda questo parco ve la vogliamo raccontare tutta, per filo e per segno.

Quel segno che lasciano gli artisti sui muri delle case…

Il Parco Merola nasce negli anni successivi al terremoto dell’Irpinia, a tutt’oggi comprende 160 nuclei familiari e si trova nell’hinterland napoletano conosciuto per il degrado, la disoccupazione e la dispersione scolastica.

Per questo motivo, grazie a Inward, Osservatorio sulla Creatività Urbana, ci si è avvalsi dell’aiuto di alcuni artisti che hanno creato dei veri e propri capolavori. Le loro opere sono esposte tutti i giorni, con il sole e con la pioggia, per essere fotografate da curiosi e studiosi provenienti da ogni dove.

In questo contesto periferico la valorizzazione del territorio è fondamentale per rendere i giovani consapevoli di quello che hanno e che devono gestire in maniera corretta e sfruttarne le possibili  capacità attrattive.

Quale modo migliore per avvicinarsi ad una cultura visiva di cui i ragazzi sono parte integrante se non quella di produrre con la pittura dei meravigliosi pezzi di cuore.

Non si sta parlando di un Leonardo o di un Raffaello riprodotti sulle facciate di questo parco ma è la stessa vita quotidiana che viene ‘’esposta’’ al giudizio di tutti, grandi e piccini.

Ed ecco le parole dell’organizzatore di Inward.

Come INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana crediamo fortemente che operazioni di scambio e di partecipazione possano aiutare i giovanissimi ad apprezzare maggiormente il proprio territorio. Quando qualche anno fa abbiamo rilevato questa esigenza che, purtroppo, si riscontra in moltissime periferie italiane, creare un connubio tra riqualificazione artistica e rigenerazione sociale ci è parso il modo migliore per lavorare sull’identità di chi vive in questi quartieri:proprio per questo le quattro opere di street art già realizzate all’interno del Parco dei Murales di Ponticelli da artisti di fama internazionale sono sempre parte di più ampie operazioni sociali e culturali”, Luca Borriello, Direttore ricerca INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana.

 Adesso analizziamo i nomi, gli artisti che hanno partecipato dal 2015 ad oggi:

1 “Ael. Tutt’egual song’ e criature” di Jorit Agoch

L’opera è stata realizzata in occasione della “Giornata Internazionale dei Rom, Sinti e Camminanti” su richiesta di UNAR – Ufficio Nazionale  Anti discriminazioni Razziali. Il soggetto,infatti, è una bimba rom che vive attualmente in un campo rom napoletano e sta iniziando l’anno scolastico con piacere e un pizzico di timore, quello che appartiene a tutti i bambini che si approcciano al mondo della scuola per la prima volta.

“Ael” fissal’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione, così segnando un punto di ripartenza.

2 “A’ pazziella ‘n man e’ criature” di ZED1

L’opera è  Zed1, uno dei più grandi tra gli street artisti italiani. Il soggetto è la difficoltà dei giochi tradizionali di attualizzarsi. I ragazzi sono sempre più attratti dai videogames e dalla virtualità. Allontaniamoli dalla tastiera e dalla virtualità, facciamoli uscire. Come? Creando un impianto di giostre nelle vicinanze del Parco.

L’opera è stata prodotta grazie al sostegno del Rotary Club Campania

Napoli e la proposta per la creazione di questa struttura è in lavorazione.

3  “Lo trattenimento de’ peccerille” di Mattia Campo Dall’orto

Lo street art friulano ci suggerisce l’intrattenimento vecchio stampo per i più piccoli: la lettura. Il libro ci apre nuovi orizzonti e nuovi percorsi educativi. Voluto dal Forum della Gioventù della Regione Campania, che stimola la creazione di una libreria sociale, progetto in studio di fattibilità (intanto è attivo un bookcrossing condominiale a carico dei ragazzi).

4 “Chi è vuluto bene nun s’o scorda” di Rosk&Loste

Prodotto da due artisti siciliani, appoggiato da Ceres SpA, l’opera è la richiesta esplicita di un campo di calcio per ragazzi. Uno vero e non cementato, una volontà di aggregazione che si realizzerà presto (è

pronta la determina comunale con stanziamento del fondo necessario).

 

Queste opere hanno dato lustro alla periferia, basti pensare all’aeroporto di Capodichino che ha inserito il Parco dei Murales come una delle tappe interessanti per i turisti. Folle di curiosi, di giornalisti e progetti cinematografici girano attorno a queste opere d’arte che hanno dato una possibilità e una speranza ai giovani di Ponticelli.

Di progetti del genere ce ne dovrebbero essere altri, perché abbiamo bisogno di comunicare con i giovani d’oggi.

Avviciniamoli alla nostra terra, avviciniamoli al loro futuro.

 

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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