Il Vademecum del viaggiatore naturalista

“Se il tuo cuore è un vulcano, come puoi sperare che nella tua mano sboccino i fiori?”

Kahlil Gibran

Il Parco nazionale del Vesuvio nasce il 5 giugno 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico che il suo territorio rappresenta. Il parco si sviluppa attorno all’omonimo vulcano e la sua sede è collocata nel comune di Ottaiano. Il paesaggio che oggi osserviamo è il risultato di grandi sconvolgimenti geologici che hanno interessato la Piana Campana a partire da alcuni milioni di anni fa. Tra gli effetti di questi eventi geologici c’è la nascita del vulcano, che si fa risalire a circa 400.000 anni fa. La posizione geografica del Vesuvio, le terre fertili arricchite dai minerali contenuti nelle lave, insieme allo splendore dei loghi hanno determinato la colonizzazione di quest’area già a partire da alcuni secoli dopo la nascita di Cristo.

 

La vicinanza alla fascia costiera, il fatto di essere l’unico complesso montuoso situato al centro della pianura nolana, le favorevoli condizioni climatiche e la grande diversità ambientale, hanno contribuito a consentire, in un territorio di modesta estensione (fortemente antropizzato), l’insediarsi di un interessante popolamento faunistico. Purtroppo, molte specie presenti nel passato sono ora scomparse a causa dell’urbanizzazione della fascia pedemontana; oggi i mammiferi più comuni nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio sono gli insettivori e i roditori. Tra i primi si segnala il Riccio (Erinaceus europaeus), presente in tutto il territorio protetto, il Mustiolo (Suncus etruscus), la Crocidura minore (Crocidura suaveolens), la Talpa romana (Talpa romana), mentre tra i secondi sono presenti il Ghiro (Glis glis), il Topo quercino (Eliomys quercinus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) ed il Moscardino (Muscardinus avellanarius), soprattutto negli ambienti boscati del versante sommano. Due le specie di lagomorfi accertate: il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), protagonista di una notevole espansione demografica, e la Lepre europea (Lepus europaeus). I predatori sono rappresentati dalla Volpe (Vulpes vulpes), diffusa in tutti gli habitat del territorio vesuviano, compresi quelli densamente antropizzati, la Faina (Martes foina), anch’essa presente in tutto il territorio, prediligendo però gli ambienti forestali, e la Donnola (Mustela nivalis), comune soprattutto nel versante sommano. Gli anfibi presenti sono il Rospo smeraldino (Bufo viridis) e la Rana verde (Rana esculenta). Tra i rettili sono degni di nota il Cervone (Elaphe quatorlineata) ed il Saettone (Elaphe longissima), entrambi molto rari, mentre la specie più diffusa è il Biacco (Coluber viridiflavus). La classe degli uccelli rappresenta sicuramente il taxon più ricco del Parco nazionale del Vesuvio; tra questi vale la pena citare il Falco di palude (Circus aeruginosus), il Gruccione (Merops apiaster), l’Averla capirossa (Lanius senator).

Il versante vesuviano e quello sommano differiscono notevolmente dal punto di vista naturalistico, il primo è più arido, in gran parte riforestato per impedire fenomeni franosi e presenta le caratteristiche successioni vegetazionali della macchia mediterranea; il versante del Somma, più umido, è caratterizzato dalla presenza di boschi misti. Le specie endemiche sono solo 18, probabilmente a causa dell’origine recente del complesso vulcanico. Sulle colate laviche più recenti la colonizzazione vegetale inizia ad opera dello Stereocaulon vesuvianum, un lichene coralliforme dal tipico aspetto grigio e filamentoso. Sulle colate più antiche allo Stereocaulon vesuvianum si affiancano le altre specie pioniere, tra cui la Valeriana rossa (Centranthus ruber), l’Elicriso (Helichrysum litoreum), l’Artemisia (Artemisia campestris) e la Romice rossa (Rumex scutatus).

Attraverso un’attiva e proficua collaborazione tra l’Ente di gestione dell’area protetta e l’Ente Ville Vesuviane, l’istituzione del Parco nazionale del Vesuvio, posto a protezione del vulcano più famoso del mondo, funge da traino per la valorizzazione del patrimonio storico ed architettonico di questa terra, dando voce ad un pezzo di mondo troppo spesso dimenticato.

 

Fin da piccolo Gianluca Miccoli abbraccia il culto del digiprescelto e finisce Hercules tre volte. Cresciuto e divenuto “adulto” si diploma, prende una Laurea in Biologia Marina alla Federico II e segue attualmente una Laurea Magistrale in Neurobiologia presso La Sapienza di Roma (della quale sfrutta il nome altisonante per ammaliare le fanciulle). Amante della natura e delle lunghe scampagnate nei boschi, Gianluca mostra una passione senza fine per il mare e tutto ciò che lo riguarda, gastronomia compresa.

3 pensieri riguardo “Parco Nazionale del Vesuvio, verde all’ombra del gigante

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