Il Vademecum del viaggiatore naturalista: Monti Lattari

“I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.”

Johann Wolfgang von Goethe

A ovest dei Monti Picentini dell’Appennino Campano si estendono i Monti Lattari, che devono il loro nome alle capre che vi pascolavano, ottime fornitrici di latte fresco, da cui lactariis (Lattari). Questo insieme di rilievi calcarei si protende nel mar Tirreno formando la penisola sorrentina, raggiungendo i 1444 metri di altezza del Monte San Michele, seguito dal Monte Cerreto (1316 m), il Monte Finestra (1138 m), il Monte Faito (1131 m), il monte Sant’Angelo (1130 m) e infine dal Monte dell’Avvocata (1014 m), margine orientale della catena montuosa a ridosso di Cava dei Tirreni.

L’intera area del parco regionale omonimo si trova tra le province di Napoli e Salerno, ed è gestito da un Ente apposito in attività dal 2003. Nel territorio ricadono inoltre cinque siti di interesse naturalistico comunitario: la Dorsale dei Monti Lattari, la Costiera amalfitana, la penisola Sorrentina, i fondali marini di Punta Campanella (e Capri) e lo Scoglio di Vervece.

Estremamente ricca e variegata è la vegetazione, che cambia in base all’esposizione al sole e all’altitudine. A sud è possibile incontrare la tipica gariga montana, lecci (Quercus liex), pini d’Aleppo (Pinus halepensis), nonché specie legate ad ambienti più umidi (data la vasta presenza di valloni e ruscelli) come, per esempio, le felci (Pteridophyta). Ad altitudini superiori sono presenti boschi di latifoglie con delle stupende faggete (Fagus selvatica) e un sottobosco molto rigoglioso, con ciclamini (Ciclamen neapolitanum), fragole (Fragaria vesca), sabina (Iunipertus sabina) e palma nana (Chamaerops humilis).

Altrettanto differenziata è la fauna. Tra i mammiferi non è raro osservare volpi (Vulpes vulpes), faine (Martes faina), arvicole rossastre (Clethrionomys glareolus), lepri (Lepus europaeus), conigli selvatici (Oryctolagus cuniculis) e tassi (Meles meles). Nondimeno l’avifauna, nella quale vanno annoverate parecchie specie di falconiformi come la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il falco pescatore (Pandion haliaetus) e il grillaio (Falco naumanni). Molto comuni inoltre sono la quaglia (Coturnix coturnix), la tortora (Turdus philomelos), il rondone alpino (Apus melba), il tordo (Larus argentatus) e il corvo imperiale (Corpus corax). Infine i rettili, con la biscia dal collare (Natrix natrix), il biacco (Coluber viridiflavus), alcune sottospecie di lucertola sicula (Podarcis sicula), il ramarro (Lacerta viridis) ed il geco (Tarantola mauritanica).

Al fine di sensibilizzare ed educare le collettività locali sui temi della biodiversità, l’Ente Parco regionale ha istituito un Osservatorio della Biodiversità, affidato all’Agriconsultin S.p.A. Tale Osservatorio è ad oggi uno strumento fondamentale per la gestione territoriale e ambientale del Parco, la comprensione e il monitoraggio delle diverse componenti dello stesso.

Fin da piccolo Gianluca Miccoli abbraccia il culto del digiprescelto e finisce Hercules tre volte. Cresciuto e divenuto “adulto” si diploma, prende una Laurea in Biologia Marina alla Federico II e segue attualmente una Laurea Magistrale in Neurobiologia presso La Sapienza di Roma (della quale sfrutta il nome altisonante per ammaliare le fanciulle). Amante della natura e delle lunghe scampagnate nei boschi, Gianluca mostra una passione senza fine per il mare e tutto ciò che lo riguarda, gastronomia compresa.

3 pensieri riguardo “Parco Regionale dei Monti Lattari

Commenta