Remota è l’origine del Santuario di Materdomini, che oggi ospita le reliquie di San Gerardo.

Già nel XIII secolo il culto mariano era molto radicato e la chiesa eretta nel nome della Vergine, effigiata nella statua lignea lì custodita, era meta di ininterrotti pellegrinaggi. Due sono le leggende legate alla nascita di questo centro religioso: la prima vuole che la Madonna stessa sia apparsa ad alcuni pastori chiedendo di costruire in quel luogo una cappella in suo onore; la seconda, che dei pastori, rinvenuta nel bosco una statua della Vergine, nascosta da qualcuno che aveva voluto proteggerla dal fuoco iconoclasta che incendiava anni bui, abbiano costruito un piccolo romitorio per accoglierla.

Documenti, anche molto antichi, parlano di una Sancta Maria de Silere, ovvero del fiume Sele. Solo nel XVI secolo la denominazione fu mutata in Sancta Maria Mater Domini, ovvero Madre del Signore, forse proprio per la particolare posa in cui Maria è fissata nella piccola statua: la Madonna appare inginocchiata nell’atto di pronunciare, al cospetto dell’Angelo annunciante, la parola fiat, con la quale si sottomette alla volontà di Dio, accettando di divenire la Madre del Cristo.Caposele - San Gerardo - Cappella Nuova 004

Dopo che nel XVII secolo furono aggiunti nuovi ambienti per accogliere i pellegrini e gli eremiti che desideravano dedicarsi alla preghiera in solitudine e penitenza, nel 1746 l’Arcivescovo di Conza chiese a Sant’Alfonso de’ Liguori di prendere in custodia il Santuario e di crearvi una Casa Redentorista. Quello stesso anno cominciarono i lavori affidati al Regio Architetto Pietro Cimafonte. Per breve tempo della casa fu ospite anche un giovane umile e carismatico: Gerardo Maiella. Arrivato nel 1754, vi morì l’anno successivo, ma rapidamente si diffuse la fama della sua santità, portando molti devoti a pregare sulla sua tomba.

Canonizzato nel 1904, e divenuto uno dei Santi più amati e invocati, San Gerardo richiamò nella piccolaCaposele - San Gerardo - Cappella 001 comunità di Materdomini un numero crescente di fedeli, tanto da rendere necessario un ampliamento del complesso. Una nuova chiesa venne inaugurata nel 1923, ma anche questa si rivelò presto insufficiente e così una Basilica, più grande, fu progettata da Giuseppe Rubini e inaugurata nel 1974. La costruzione in vetro e cemento è imponente e vuole rappresentare la tenda costruita da Mosè nel deserto per preservare l’Arca dell’Alleanza. All’interno, al si sopra dell’altare maggiore, la grande scultura bronzea del Cristo Redentore, sospesa nell’abside, fornisce la chiave interpretativa della complessa trama iconografica dei simboli religiosi che l’arricchiscono.

In seguito al terremoto del 1980, l’antico Santuario e il Collegio Redentorista furono completamente distrutti ma presto ricostruiti utilizzando, quando possibile, i materiali recuperati dal crollo.

Caposele - San Gerardo - Museo 005Accanto al Santuario, oggi è possibile visitare il Museo Gerardino che raccoglie, in un ampio percorso espositivo, tele devozionali, arredi sacri, ex voto e oggetti appartenuti a San Gerardo. Gocce di memoria e di speranza, per chi ha fede.

Maddalena Venuso, nasce a Napoli e, sebbene viva a Marigliano, l'impronta della città natale le resta appiccicata come un francobollo. Poliedrica, fantasiosa, ricca di sfumature. Liceo Classico, Lettere Antiche, esperienza come Archeologa a Napoli e Pompei fino al 1994. Docente presso il MIUR dal 1994, insegna Italiano e Latino al Liceo Scientifico. Traduce la passione per l'archeologia in passione per il territorio, raccontando il gusto e le bellezze delle Terre di Campania e d'Italia. Giornalista indipendente, ha collaborato, fra gli altri, con ItaliaPiù, Italia a Tavola, l'Espresso Napoletano, Oliovinopeperoncino. Mantiene sempre viva la curiosità per il nuovo, accogliendo con piacere ogni opportunità che ritenga valga la pena sperimentare.

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