Le piazze di Napoli. Memento Bellini. Un ricordo delle bellezze della nostra terra partenopea

“Il regno di Bellini è tutto nell’indefinito sentimento, nella malinconia congenita della vita. L’amore e il dolore, argomenti perpetui di ogni arte, ricevono da lui un’espressione profondamente e sostanzialmente musicale.”

(Mario Rapisardi)

Piazza Bellini è tra le zone più frequentate dell’intera città, specie del centro storico. Un luogo dove la giovinezza incrocia il passato, l’antico. Le antica mura greche si fondono alla modernità dei caffè letterari, un fulcro nevralgico ove convergono storie diverse, sede che vanta il transito di celebri personalità, dove sorgono monumentali e storici edifici.
Studenti, intellettuali, musicisti, artisti, turisti e non solo, una decisa presenza dovuta  alle diverse sedi universitarie, alle biblioteche, al Conservatorio e ai locali, bar, caffè letterari che dominano le vicinanze.

Piazza Bellini è l’anticamera del favoloso centro antico di Napoli. Non molto ampia e di forma rettangolare vede al suo centro una profonda fossa con avanzi di mura greche dell’antica Neapolis (scoperte nel 1954 furono recuperate nel 1984), datate IV sec. a. C.. A pochi passi il monumento a Vincenzo Bellini (Catania 1801 – Puteaux, Parigi, 1835), compositore e musicista siciliano che compì i suoi studi proprio al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e a cui la piazza deve il nome.

Diciottenne, si recò a Napoli ove completò in tre anni i suoi studi con G. Furno, C. Conti, G. Tritto e N. Zingarelli. Appartengono a questo periodo sei sinfonie (all’italiana, ossia in un solo tempo), due messe, una cantata e varie romanze. Nel 1825, al teatrino del conservatorio di S. Sebastiano, il Bellini diede la sua prima opera, Adelson e Salvini, e nel 1826, al S. Carlo, la seconda, Bianca e Fernando.

La statua è opera di Vincenzo Balsico: non è priva di una certa espressività, contiene nel piedistallo le raffigurazioni simboliche delle principali opere del grande compositore siciliano, ed ovvero la Norma, la Sonnambula, Giulietta ed Elvira.

Alla vitalità di Piazza Bellini contribuisce sicuramente, dal 26 gennaio 2009, la presenza della Brau, la Bibilioteca di Area Umanistica della Federico II, e gli edifici che concorrono alla costituzione del complesso sono il Convento di S. Antoniello a Port’Alba ed il Palazzo Conca, per una superficie di ca. 5.700 mq coperti e 3.360 scoperti.

Altro luogo essenziale della piazza e della sua essenza intellettualmente libera sono i suoi bar, i suoi caffè, che arricchiscono e contribuiscono al fascino antico e moderno, giovanile e maturo di questo luogo, su tutti io punto su Intra Moenia:

Il Caffè letterario Intra Moenia è nato nel 1989 in vicinanza della murazione greco-romana di piazza Bellini che segnava il confine della antica città, e da qui il nome del locale che in latino vuol dire “dentro le mura”. L’obiettivo dell’iniziativa è di contribuire alla valorizzazione dell’area del centro antico ed infatti Intra Moenia è riuscita a realizzare, agli inizi degli anni ’90, il primo esempio di pedonalizzazione di un’area del centro antico, chiudendo al traffico l’area di piazza Bellini che precedentemente era in uno stato di degrado e ridotta ad un parcheggio abusivo.

Da segnalare nelle vicinanze sono ancora: Palazzo Castriota, Palazzo Firrao, il Conservatorio di S. Pietro a Majella, i gioelli architettonici di via S. Maria di Costantinopoli, ed ovvero la chiesa di S. Maria della Sapienza, l’Accademia delle Belle Arti, il Teatro Bellini, la chiesa di S. Maria di Costantinopoli.

Qui si fa la storia di Napoli. Non resta che visitare questi luoghi e approfondire la loro conoscenza. Noi dal canto nostro non possiamo che lasciarvi quest’invito, dicendovi, come sempre, Memento.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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