Si diceva: “il futuro è nei borghi!”

Petra robia, dal latino rupe rossa, da cui ne deriva la denominazione più antica Pietraroscia, che si ritrova nei documenti ecclesiali risalenti al XIV secolo. Così era chiamato quel borgo che è poggiato alle costole del monte Mutria, dalla parte orientale, composto da rocce calcaree che danno sul rosso. Ma, altre fonti, non proprio attendibili, sostengono che la seconda parte del nome – “roja” – possa riferirsi anche a rovina, crollo; a indicare le devastazioni causate dai vari sismi che si sono susseguiti in quelle parti di terra.

Pietraroja è il secondo borgo più alto della provincia di Benevento, con più di ottocento metri di altitudine sul livello del mare. Quel mare Tirreno che si vede all’orizzonte, salendo verso la civita: una grossa formazione calcarea, ai cui piedi cadono i tetti l’uno sull’altro come un domino.

Il borgo, che oggi accoglie poco più di cinquecento abitanti, ha un significato importante nella storia dei sanniti, perché era il centro strategico dei Sanniti-Pentri.

La sua conformazione geopolitica, poi, si è riconfermata negli anni; tutte le invasioni che si sono alternate nel Sannio hanno stabilito come punto forte questa roccia. Anche in seguito, in tempi a noi più vicini, con l’Unità d’Italia, Pietraroja viene scelta come sede del brigantaggio matesino. E, Gabriele Varrone, il capobrigante della banda del posto, ne fa da memoria.

Gabriele, insieme ai suoi uomini, per sfuggire alla cattura dell’esercito piemontese, si nasconde nelle grotte che cadono a picco sul fiume Titerno, all’altezza del monte Cigno, un po’ più sotto, verso Civitella Licinio, ma è tutto inutile perché sarà, con loro, tratto in inganno e, subito dopo, fucilato.

Pietraroja soffre, come i paesi limitrofi, di una sostanziosa emigrazione, ma in compenso ha il Museo Geopaleontologico, il Paleolab, che custodisce l’unico esemplare italiano del fossile di un cucciolo di dinosauro, Scipionyx samniticus, che conserva alcuni suoi organi interni.

Scipionyx samniticus, prende il suo nome dal geologo Scipione Breislack che per primo segnalò la presenza di pesci fossili in questo luogo; il suffisso -onyx, per indicare che le sue zampe hanno gli artigli e samniticus perché la sua breve vita l’ha vissuta nel Sannio, in quella parte che miliardi di anni fa era un’isola tropicale, Pietraroja.

Scipionyx samniticus è stato, poi, ribattezzato con il nome di Ciro.

Pietraroja, veduta dal passo di Santa Crocella.

Al paesino di montagna in estate si sta di una freschezza asciutta; l’aria è resa così leggera dalla bora, che da queste parti si chiama “vòria” o “vòira”. La temperatura è favorevole per le passeggiate, le escursioni e le altre attività sportive.

Famosa è la sagra dei prodotti tipici locali in cui a vincere sono il formaggio di pecora, chiamato lu càsu, di mucca, casecavàgli, e i prosciutti di maiale essiccati e le soppressate.

Ad avere un posto importante sulla tavola sono i funghi, soprattutto se conservati sott’olio, e tutte le altre pietanze fatte in casa, dal pane alla pizza, alla pasta e ai secondi cucinati con le spezie di montagna.

Passeggiando tra i vicoli di Pietraroja è il rumore del vento a trascinare i piedi e gli occhi. Si abbatte robusto sugli infissi silenziosi che non mostrano di essere abitati. Le pile di legna davanti alle case sono l’unico segnale che, forse, dentro c’è qualcuno. E il trattore. Sì, perché molte abitazioni lo tengono come una utilitaria parcheggiata davanti all’uscio. Un dettaglio davvero bizzarro.

Pietraroja, centro storico.

Andare a Pietraroja vuol dire ritrovare quel nonno sotto il lampione che ti augura buon viaggio.

la Viandante.

COME ARRIVARE

In Auto

Da nord: Autostrada A1 Napoli – Milano, uscire a Caianello, percorrere la strada statale 372 “Telesina”, uscire a Cerreto Sannita, proseguire in direzione Cusano Mutri, Pietraroja.

Da sud: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscire a Salerno, imboccare la strada statale “Salerno – Avellino”. Proseguire per Benevento, percorrere la strada statale 372 “Telesina”, prendere l’uscita Cerreto Sannita, proseguire in direzione Cusano Mutri, Pietraroja.

In treno

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Telese Terme.

 

 

2 pensieri riguardo “Pietraroja, il borgo di Ciro

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