Una guida sui generis al monumento storico più significativo del casertano: la Reggia di Caserta
Sono anni che volete visitare la Reggia di Caserta, avete finalmente convinto vostro marito / fidanzato / amici. Non vedete l’ora di partire, avete controllato le previsioni del tempo, preparato tutto il necessario per un pic nic nel verde nonchè liberato la memoria dello smartphone per farvi cumuli di selfie nei bagni dei reali dei Borbone, o per sentirvi al centro della vita politica napoletana di metà 18esimo secolo, o siete solo curiosi di vedere dove JJ Abrams ha girato alcune scene dei primi due capitoli di Star Wars.
Cosa manca? Una adeguata guida sulla Reggia, ovvio.
(Seguono tutte le informazioni utili come sito ufficiale, orari e prezzi)

 

Piccola storia della reggia

La Reggia di Caserta è un pilastro della storia moderna non solo del Sud ma dell’Italia intera, dall’anno della posa della prima pietra (1752) ad oggi la Reggia è stata testimone di vita e morte di alcune delle più grandi famiglie europee, su tutte i Borbone che la edificarono per farne la sede del proprio governo e fulcro della vita di corte. Edificata per competere con le sfarzose tenute di Versailles e Schönbrunn dal Re di Napoli Carlo di Borbone, la reggia è stata progettata e supervisionata dall’illustre architetto Luigi Vanvitelli che tuttavia non poté mai vedere la sua opera conclusa, dato che per la realizzazione della reggia ci vollero 122 anni (i lavori finirono nel 1774).
La reggia nel corso dei secoli è stata abitata da alcune delle grandi famiglie regnanti d’Europa dicevamo, partendo da Carlo di Borbone re di Napoli che ne ordinò la costruzione acquistando il terreno e la villa 500esca degli Acquaviva dal duca Michelangelo Caetani per la ragguardevole cifra di 489.343 ducati, che equivalgono a svariati milioni di euro attuali.
A Carlo, divenuto Re di Spagna e trasferitosi a Madrid successe, con l’avvento di Napoleone, Gioacchino Miurat per tornare infine i Borbone con Ferdinando IV, non più come Re di Napoli ma delle Due Sicilie. Nel 1861 con l’Unità d’Italia la Reggia di Caserta è diventata di proprietà dei regnanti di Savoia. Uno degli aneddoti più famosi sulla Reggia riguarda proprio i Savoia, che catalogando gli oggetti presenti nella reggia parlarono del bidèt (fino ad allora sconosciuto in Italia) come uno “strano oggetto a forma di chitarra”.
Per tornare ai giorni nostri la storia della reggia si lega in particolar modo alla seconda guerra mondiale, nel 1944 la cappella fu vittima di un bombardamento degli alleati che ritenevano vi si fossero rifugiati dei reggimenti tedeschi, cosa non vera. Alla fine di quell’anno però la 5a armata tedesca occuperà la reggia, e firmeranno la resa agli alleati a metà del 1945.

La Reggia nel cinema

La Reggia è divenuta un simbolo della nostra cultura a cui diversi cineasti hanno voluto attingere, possiamo citare (tra i tanti) i vari Mission Impossible III, Io speriamo che me la cavo e i già citati Star Wars nonchè Angeli e Demoni di Dan Brown e Tim Howard.

La struttura

Snoccioliamo qualche dato sulla struttura; la reggia si estende per un totale di 3 km di lunghezza divisi su 120 ettari di superfice per un totale di 47.000 m2, mentre il solo palazzo vanta 40 metri di altezza, 5 piani di cui 2 sotterranei, la stupefacente cifra di 1200 stanze per 1742 finestre, per non contare i ben 4 cortili interni. Numeri da far invidia alle reggie sopracitate, contando che gli abitanti del complesso andavano da un minimo di 700 tra famiglia reale, corte, servitù e milizia per arrivare ad un numero vicino alle 2000 in caso di feste e celebrazioni particolari.
La reggia si divide nel palazzo (con cappella e teatro annessi) e i due giardini.
 

Il palazzo

All’entrata del palazzo ci sono le scale d’onore, ampie ed imponenti conferiscono alla reggia il senso di regalità per il quale sono state create. Sulle rampe vi sono due leoni in marmo e tre statue, rappresentanti la Verità, la Maestà regia ed il Merito. Ai lati di questo blocco centrale vi sono altre due rampe che conducono agli appartamenti del re, tra queste e le stanze c’è una distanza di quasi 200 metri.
Le prime quattro stanze di conversazione sono dedicate alle quattro stagioni e vi sono parecchi rimandi sia sulle stoffe che sugli arredamenti, molte stanze sono dotate di anticamere dove gli ospiti aspettavano di essere ricevuti come da usanza dell’epoca. Il re riceveva le udienze in diverse sale, c’era quella di Marte dove si recavano ambasciatori e uomini di stato, la Sala di Astrea (dea della giudizia) e quella del Trono dove erano tenuti i balli di corte, venivano ricevuti gli ambasciatori ufficiali e si amministrava la giustizia. Questa stanza è adornata da 46 medaglioni raffiguranti i volti dei precedenti re di Napoli ed al centro c’è l’affresco di Gennaro Maldelli che immortala la posa della prima pietra nel 1752. Al centro della stanza c’è il trono fatto in legno dorato e adornato da due leoni anch’essi dorati, con ai lati due sirene ed in cima una cornucopia simbolo di abbondanza.
Le altre sale sono lo studio di Ferdinando II con diversi affreschi di vari paesaggi napoletani, studio collegato con la stanza da letto che è collegata con la sala dei ricevimenti e da qui alla Biblioteca Palatina ed infine alla Sala Ellittica.
Sono inoltre interessanti i bagni dei due regnanti. Quello del re, che è bene ricordarlo, aveva abitudini più salubri rispetto al Re Sole Luigi XIV di cui si dice fece solo tre bagni nel corso della sua vita, aveva una grossa vasca in granito fornita di acqua corrente grazie all’acquedotto creato da Vanvitelli (inserito dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità insieme alla Reggia), acqua necessariamente fredda per cui nella stanza c’era un camino, oltre che una toletta in marmo di Carrara. La regina aveva invece un bagno più piccolo ed intimo dove non faceva entrare nessuno, addirittura le sculture hanno gli occhi bendati, il bagno è fornito però di sapienti giochi di specchi che le rendevano possibile vedere il cortile e l’anticamera senza essere disturbata. Leggenda vuole che lo facesse per non essere scoperta dal re quando era in compagnia degli amanti.
La reggia presenta oltre agli appartamenti anche la Cappella Palatina sul modello di quella della reggia di Versailles, usata dai regnanti per le celebrazioni dei sacri riti. La cappella è divisa in una Aula Centrale per i cortigiani e gli ospiti e presentava una tribuna sopraelevata dove sedeva il re. Nell’abside è presente l’Immacolata Concezione di Giuseppe Bonito, opera giunta miracolosamente fino ad oggi dato che durante la II guerra mondiale la reggia fu colpita da un bombardamento degli alleati che distrusse buona parte della cappella ma salvò l’opera.
A chiudere il quadro c’è il Teatro di Corte, con chiari riferimenti al San Carlo di Napoli, il teatro comprende 42 palchi distribuiti su 5 livelli. Il più maestoso è quello reale con la statua della Fama che sorregge un baldacchino.

I giardini ed il parco

I giardini della Reggia di Caserta si dividono tra quello all’italiana e quello all’inglese. Quello all’italiana fu voluto dal re e seguiva un rigore geometrico nella disposizione delle piante, era preferito dai giovani principi e dal re, mentre il giardino inglese segue il sentimento del romanticismo e fu creato per volere della regina Maria Carolina d’Asburgo, presentando una gran mole di spazi aperti e composizioni libere, nonchè una ricostruzione degli scavi di Pompei che stavano venendo alla luce proprio in quegli anni.
Lungo tutto il viale principale scorre acqua che raggiunge gli appartamenti ed i giardini, questa enorme “vasca” proviene dalla cascata posta a monte di un incredibile Acquedotto creato dal Vanvitelli in ben 16 anni. In onore di Re Carlo fu chiamato acquedotto Carolino e porta acqua a tutte le statue della Reggia di Caserta.
Le fontane sono innumerevoli e rappresentano tutte divinità pagane o animali mitologici.
Tra le più importanti ricordiamo il Bagno di Venere, che raffigura la Dea mentre esce dal lago, i Tre delfini scolpita da Gaetano Salomone, la fontana di Eolo, quella di Diana e Atteone che raffigura Diana, circondata dalle Ninfe mentre fa il bagno, e quando scopre di essere spiata dal cacciatore Atteone lo tramuta in cervo aizzandogli contro cani inferociti.
A monte della Cascata troviamo la Fontana di Venere e Adone.

 

Informazioni pratiche per i visitatori

Ebbene, prima di iniziare questo tour virtuale della Reggia è bene sapere:
  •  Come arrivarci;

  • Gli orari per gli appartamenti storici sono dalle 08:30 alle alle 19:30 tutta la settimana (la reggia è chiusa il martedì), mentre per i due giardini gli orari sono molto diversificati e variano di mese in mese, vi rimandiamo al sito ufficiale della Reggia di Caserta.
  • Il prezzo del biglietto per gli appartamenti reali ed i giardini è di 12€ (6€ il ridotto), mentre per chi volesse visitare i soli appartamenti è di 9€ (4,50€ ridotto).
  • Agevolazioni per l’ingresso: ingresso gratuito a tutti i minorenni, ai docenti degli istitui di Belle arti e agli studenti, ai portatori di handicap e accompagnatori, alle guide turistiche nell’esercizio della propria attività, ai dipendenti del ministero e a gruppi di scuole pubbliche (previa prenotazione). Mentre potranno beneficiare del prezzo ridotto tutti i cittadini dell’Unione Europea dai 18 ai 25 anni.
  • La Reggia di Caserta è chiusa il martedì (chiusura ordinaria) e nelle seguenti date: 1 gennaio, lunedì in albis (pasquetta), 1 maggio, 25 dicembre.
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