Zaha Hadid e il nuovo progetto per la stazione marittima di Salerno. La foto-gallery mostra la stazione marittima a forma di ostrica della città campana.

Sono a Salerno. Sto cercando la nuova struttura marittima di Zaha Hadid al molo Manfredi. Il caldo di questo strano Marzo accompagna i volenterosi turisti nel dirigersi verso l’Ostrica.

La chiamo così perché volutamente l’archi-star anglo-irachena Hadid progettò con questa forma la nuova stazione portuale di Salerno.  La struttura, inaugurata nel 2016, presenta delle forme esterne che richiamano il guscio duro del mollusco. Le vetrate, infatti, simboleggiano l’apertura a metà dell’ostrica, che permette al pescatore di scrutare l’interno prezioso.  Allo stesso modo, la struttura salernitana  sembra difendersi grazie alla sua scorza impenetrabile, dalla quale si percepisce la sinuosità delle forme interne. Ampi spazi e curve sensuali ricoprono il molo, costringendo il turista a perdersi nelle sue spire.

C’è chi ha visto in quest’ultimo lavoro di Hadid rappresentato un fumaiolo, chi un’astronave aliena, chi un museo oceanografico, chi ancora non sa ben definirlo.

A voi la scelta.

Zaha Hadid, un nomen-omen.

 

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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