San Mango sul Calore terra di storia e tradizioni dove perdurano profumi, sapori e riti sacri nel respiro sospeso del tempo, a ridosso del fiume

San Mango sul Calore, naturale belvedere sulla valle del fiume omonimo, sorge in un contesto naturalistico che invoglia alle passeggiate e alla escursioni. La denominazione della località trae origine dalla chiesa di San Mango attorno alla quale sorse il centro storico del paese, che nacque come castrum in epoca medioevale. Gli abitanti di San Mango sul Calore sono molto legati alla tradizione popolare de “La Cavalcata”. Anticamente, una volta all’anno, il feudatario del posto ispezionava le proprie terre a cavallo e si fermava davanti alla Chiesa di San’Anna dove veniva allestito un tribunale per le divergenze fra i popolani. Con l’abolizione della feudalità fu il sindaco a mantenere salda questa tradizione che persiste ancora oggi. Degli antichi castelli che caratterizzavano l’area non rimane quasi traccia: l’attuale Palazzo Marena ha preso il posto del castello che sorgeva nell’odierna via Carbonari, mentre in località Lomone si trovano i ruderi del castello Azzardi, che venne edificato spianando la roccia calcarea. Del castello di Poppano restano alcuni residui dei porticati e del cortile. Fuori dall’abitato, nei pressi del fiume Calore, si trovano i resti di un ponte romano, detto “di Annibale”, lungo in origine 60 metri.

L’aspetto naturalistico è senza dubbio quello predominante nel territori odi San Mango sul Calore, da cui si dipartono diversi itinerari escursionistici nella Valle del Calore. Anche il centro storico, in gran parte distrutto dal sisma del 1980 ma immediatamente restaurato, presenta interessanti punti di attrazione. Degli antichi castelli che caratterizzavano l’area non rimane quasi traccia e di alcuni sono visibili solo alcuni ruderi. In località Lomone, si trovano i ruderi del castello Azzardi, che venne edificato spianando la roccia calcarea. Del castello di Poppano restano alcuni residui dei porticati, del cortile e poco altro. Tra le chiese recuperate a seguito del sisma vi sono la Chiesa di Sant’Anna, la Chiesa di San Vincenzo e la Chiesa della Madonna del Carmine con suggestivi affreschi. La parrocchiale di Sant’Anna, di stile gotico, venne costruita sull’area che in precedenza aveva ospitato con molta probabilità un tempio pagano. Si tratta di una struttura di notevole interesse, a pianta praticamente quadrata. All’interno, quattro grossi pilastri delimitano le tre piccole navate. Sul fondo, nel mezzo di due pilastri e dietro l’altare maggiore in marmo, si trova l’altare originario in tufo, dove sono custodiste le reliquie di Sant’Anna. A lato dell’altare c’è un cunicolo non ancora esplorato, che condurrebbe, almeno stando alla tradizione, al castello un tempo sito in località Pietra. Sulla sinistra dell’altare maggiore si nota un dipinto tardo-gotico risalente ai primi decenni del XV secolo, che ritrae Sant’Anna e la Vergine col Bambino e, poco lontano, un altro soggetto: probabilmente il Cavaliere cui è dedicata la “Cavalcata” del 26 luglio. Nei pressi del monumento ai Caduti e del Belvedere si trova la Chiesa di San Vincenzo, che domina la piazzetta antistante ed è sormontata da un piccolo campanile. Molto interessante è il portale in pietra, sui cui vertici destro e sinistro si notano due teschi. La Chiesa della Madonna del Carmine, infine, risalente al XVIII secolo, custodisce interessanti affreschi e due dipinti ad olio su tela raffiguranti l’Incoronata e l’Addolorata.

San Mango sul Calore conserva viva la sua antica tradizione contadina legata, in particolar modo alla produzione di uve aglianico, olivi, cereali, ortaggi, ma soprattutto ai tradizionali fichi. I fichi di San Mango, dal tipico colore giallo-arancio nel periodo di raccolta, presentano una polpa molto succosa e sono ottimi, oltre che per il consumo da tavola anche per la realizzazione di conserve e marmellate. San Mango sul Calore è anche uno dei 17 comuni che rientrano nell’areale di produzione del vino Taurasi DOCG, ricavato dalle uve aglianico coltivate sul territorio. Anche a San Mango sul Calore sono vive tradizioni culinarie legate alla tradizione contadine. Uno dei piatti più rappresentativi del comune è la pancetta d’agnello ripiena, riempita con un impasto a base di carne macinata.

 

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

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