La chiesa cinquecentesca di Santa Maria di Costantinopoli è collocata a pochi passi da Piazza Cavour . Tra mito e storia, un assaggio visivo del suo interno.

Santa Maria di Costantinopoli è una chiesa cinquecentesca costruita nelle vicinanze di Piazza Cavour. Deve il suo nome al culto della Madonna di Costantinopoli che nel 1500 era molto diffuso nel capoluogo campano. La leggenda popolare vuole che lei potesse salvare l’umanità dalle epidemie.

A Napoli,infatti, in quel periodo storico (1575) la peste dilagava in città.

Detto fatto, la chiesa di Santa Maria venne costruita con accanto un monastero femminile (oggi è un Istituto Scolastico statale riconosciuto come Casanova-Costantinopoli).

L’architetto Fra’ Nuvolo lavorò nei primi anni del Seicento per sopprimere le navate laterali. Costruì’ la famosa cupola e modificò la struttura, restituendole una forma che è quella odierna. Le decorazioni interne in stucco sono attribuibili a Domenico Antonio Vaccaro. Su ogni cappella si possono ammirare le grate in legno dorato basati sui disegni del Tagliacozzi Canale.

Tra le tavole più belle troviamo La Madonna della Purità, Il Martirio di San Bartolomeo, e il monumento funebre per il medico G. Bartiromo (tarsie di madreperla) opera del Fanzago. Altri suoi progetti furono la macchina d’altare, l’affresco di Santa Maria di Costantinopoli e le statue di San Rocco e San Sebastiano.

Sotto  la volta il dipinto di Corenzio raffigurante La vergine e San Giovanni che supplicano la Santissima trinità di liberare Napoli dalla peste.

 

 

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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