Il santuario di Montevergine dall’XI secolo ai giorni nostri

Ci sono alcuni luoghi che non possono non attrarre. A prescindere dal credo, dalle idee e da altre varie convinzioni. Si tratta di posti che riescono a porre fine ad ogni dibattito, poiché la loro bellezza fa calare il silenzio su tutto il resto. Sulla base di ciò, se vi doveste mai trovare nei pressi di Mercogliano (AV), non esitate a visitare il Santuario di Montevergine. Non ci sono scuse.
Il complesso monastico mariano (consacrato alla Madonna di Montevergine) è situato proprio nella frazione mercoglianese omonima, tra l’altro collegata benissimo con il centro. Le origini di questo santuario sono, ovviamente, intrise di sacralità. Di fatti esse vengono ad intrecciarsi con la figura di Guglielmo da Vercelli, monaco eremita vissuto intorno all’XI secolo. Egli, ispirato da Dio, avrebbe deciso di stabilirsi sul monte Partenio, ove i suoi miracoli gli procurarono grande fama ed un grande afflusso di fedeli. Con il passare del tempo una congregazione di monaci decise di costruire una chiesa che verrà consacrata nel 1126 alla Madonna. Questa congregazione prenderà il nome di Virginiana. Le successive vicende storiche porteranno anche gravi momenti di difficoltà per la comunità, che, fortunatamente, non si disgregherà.
Nel 1952 iniziarono i lavori per la costruzione della Basilica cattedrale ad opera di Florestano Di Fausto. La costruzione fu terminata nel 1961. Da segnalare vi è che, dietro l’altare principale al posto del celebre dipinto della Madonna di Montevergine ora vi è un crocifisso schiodato. La basilica antica invece fu ricostruita nel 1645 sotto la guida di Giacomo Conforti. In una cappella costruita per ordine di Roberto I D’Angiò doveva inizialmente esservi il famosissimo dipinto della Madonna, trasferito poi nel 1960 nella Basilica cattedrale e ritornato nuovamente nella cappella d’origine il 25 giugno del 2012. Presumo sia inutile dilungarsi sui particolari tecnici essenzialmente perché il fascino di entrambe le basiliche e del dipinto trascenda da tutto ciò. Un ulteriore incentivo per gli appassionati e gli esperti a visitare di persona il santuario di Montevergine. Per i più devoti, ma non solo, è tappa obbligata la visita alla cripta di S. Guglielmo e alla sala adibita a contenere gli ex voto di tutti i pellegrini grati alla Madonna.
La salita sul monte Partenio è un evento che ha coinvolto e coinvolge tutt’ora molti fedeli o semplici turisti e non stupisce di certo la statistica che indica il numero dei visitatori prossimo ai due milioni. Opera del grande afflusso di persone nella frazione di Mercogliano anche il bellissimo scenario paesaggistico che incornicia il Santuario. Per non parlare poi, ovviamente, delle specialità culinarie che si possono provare o dei mercatini da strada che è possibile visitare. Insomma, sperando di non aver tralasciato nulla (data la grande mole di bellezze che questo luogo offre), credo di aver espresso il motivo del fatto che il Santuario sia così visitato, anche dai non più religiosi.

8 pensieri riguardo “Santuario di Montevergine: sacralità e storia

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