Nel salernitano, fra i monti Picentini e la piana del Sele , adagiato sul pendio che declina in direzione della pianura, si trova il comune di Serre.

Fin da tempi antichi il paese, a causa della particolarmente favorevole posizione geografica, del clima mite e della presenza dei fiumi Sele e Calore che costeggiano il suo territorio, è stato sempre ambito per l’insediamento umano. Situata a sud-ovest sorge Persano, frazione di Serre, sito importante dal punto di vista storico e naturalistico.

I primi ritrovamenti, una tomba e alcuni vasi, che fanno pensare ad un agglomerato abitativo risalgono al IV sec. a.C. Segni di dominazione romana si hanno invece grazie agli affioramenti di vari oggetti: monete, mosaici, utensili che lasciano supporre la presenza di una villa.
Nel Medioevo, Guglielmo di Postiglione fu il primo feudatario di Serre. Successivamente, passò tra nelle mani del barone Giovanni da Procida, medico e professore della scuola medica di Salerno e gran cancelliere del re. I suoi beni, in seguito, vennero sequestrati e la baronia di Postiglione di cui faceva parte Serre, fu aggregata a quella di Fasanella. Il feudo ebbe sempre una storia molto travagliata e passò di signoria in signoria; per primi lo detennero i Sanseverino, principi di Salerno e poi da Giovanni Francesco d’Aragona, figlio di Ferrante. Nel 1610 Serre e Persano erano proprietà del duca Giulio de Rossi, conte di Caiazzo, che nel 1758 li cedette a Carlo III di Borbone in cambio di Casal di Principe. Carlo, affascinato dalle ricchezze dei boschi di Persano e dalla selvaggina, li ritenne luoghi ideali per battute di caccia e fece progettare una casina da caccia in quella zona, dando inizio all’opera di disboscamento, alla costruzione di strade e di un piccolo villaggio per il personale.

I Borbone trovarono nella piana del Sele delle mandrie brade di cavalli e li incrociarono con cavalli arabi e germanici, dando così origine a una razza di notevole pregio che prese il nome di Real razza Persano. Nel 1929, nella medesima riserva di caccia fu allestito l’ippodromo Principe di Piemonte per alcune gare che si tennero fino al 1952 con cadenza biennale. Le corse di maggior prestigio avvenivano spesso alla presenza dei nobili di Casa Savoia.

Nel centro storico, vicino alla Chiesa di S. Martino si erge maestoso il Palazzo Ducale originariamente di proprietà dei De Rossi. Nel piazzale vi è anche un pozzo in pietra e davanti all’ingresso in passato c’era una cappella dedicata a Santa Maria del Soccorso. Da diverse scalinate poste nel cortile si possono raggiungere sia gli ambienti privati che la torre, oramai trasformata in una colombaia. L’architettura religiosa, anche se scarsamente presente, è di grande bellezza. Un esempio è la Chiesa di S. Martino risalente al XIII secolo, ricostruita poi, probabilmente, su progetto del Vanvitelli. La costruzione è ad una sola navata con un altare centrale di marmo intarsiato recante l’effige di San Martino. Altro importante monumento religioso è la Chiesa di Santa Maria dell’Ulivo, risalente al 1200 e situata fuori dal centro urbano. L’ingresso è costituito da un portale del Cinquecento con due leoni collocati uno sulla testa di un bue e l’altro su quella di un agnello. L’interno è ad una sola navata e l’altare maggiore reca l’icona di Santa Maria dell’Ulivo. Di grande importanza è il Casino reale, fatto costruire da Carlo di Borbone nel 1752 e situato a Persano. La prima planimetria del palazzo fu eseguita dall’ingegnere militare spagnolo Juan Domingo, ma durante i lavori si verificarono alcuni dissesti che compromisero la stabilità dell’edificio. Nel 1753 Luigi Vanvitelli fu chiamato per operare il restauro. La pianta, originariamente quadrata, fu sviluppata in senso longitudinale con una lunga serie di stanze continue disimpegnate da una galleria aperta sull’ampio cortile, in cui oggi vi sono due pozzi. Degna di altrettanta attenzione è l’Oasi del W.W.F. di Persano, fondata nel 1976. Essa occupa una superficie di oltre 300 ettari a monte della traversa di sbarramento sul Sele, costruita tra il 1929 e il 1932, che con il suo bacino artificiale è la principale fonte di approvvigionamento idrico della piana. Nell’area vi è un’incredibile varietà di flora, tra cui anche l’iris giallo e orchidee selvatiche, e di fauna come la lontra, simbolo anche dell’Oasi.

Serre vanta, inoltre, una delle più importanti centrali fotovoltaiche d’Europa, situata nella pianura di Persano, che produce circa 5milioni di Kilowatt l’anno.

Con oltre 7000 capi di bestiame allevati allo stato semibrado nelle vicinanze di fiumi Sele e Calore, la mozzarella di bufala di Serre costituisce oramai una realtà conosciuta e apprezzata ovunque per su particolari caratteristiche. Da ricordare è anche la produzione di formaggi stagionati come il caciocavallo silano D.O.P. Rinomata è la coltivazione dell’olio extravergine di oliva “colline salernitane” che vanta la denominazione D.O.P e quella del carciofo di Paestum.

COME ARRIVARE

IN AUTO

DA ROMA: Precorrere l’A1 Roma-Napoli; uscita A30 verso Salerno; percorrere l’A3 verso Reggio Calabria; uscita CAMPAGNA; percorrere la Strada Prov. 38 fino al bivio e seguire l’indicazione Serre/Persano; proeguire sulla SS19.
DA NAPOLI: Percorrere l’A3 verso Reggio Calabria; uscita CAMPAGNA; percorrere la Strada Prov. 38 fino al bivio e seguire l’indicazione Serre/Persano; proeguire sulla SS19.

IN TRENO

Dalla stazione FS di Salerno seguire la linea Campagna-Serre-Persano

IN AEREO

Il più vicino aeroporto è Capodichino

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

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