A guardia del fiume Calore sorge il comune di Torre le Nocelle: un luogo ricco di storia, arte e cultura che attira per la sua bellezza

Situato sul lato sinistro del colle di Montemiletto, su uno sperone roccioso, il paese di Torre le Nocelle è posto a guardia del Calore, fiume verso cui digrada dolcemente. Il nome del paese è composto dal sostantivo Torre e dalla denominazione locale della noce, diffusa nell’avellinese. Il territorio del comune ha costituito un’importante area di transito per quanti si recavano nel territorio della vicina Mirabella, l’antica Aeclanum.

I documenti storici più attendibili consentono di ricostruire la storia del paese a partire dall’età medievale. In quel periodo il paese fu uno dei baluardi di difesa e di vedetta dei vicini feudi di Montefusco e Montemiletto e venne denominato, fin dal 1280, “Turrecella”. Nei documenti posteriori, a partire dal 1412, il paese è citato come “Torre di Montefuscolo”. Fu abitata dai Normanni, ma amministrativamente dipese sempre da Montefusco, di cui ebbe gli stessi feudatari che presero parte attiva alle guerre che devastarono la provincia nel dodicesimo secolo. Nel 1438 re Alfonso D’Aragona donò il casale della Torre ad Algiasio da Tocco di Montemiletto, separandolo da Montefusco e dando vita a contese e controversie reiteratesi nel corso dei secoli. Di interesse turistico in chiave storica sono sicuramente la Tavola Peuntigeriana del 1576 dove si trovano l’indicazione del paese sul vecchio tracciato dell’Appia con l’indicazione del “Ponte Rotto” sul Calore ed i fossili che testimoniano la presenza del mare a Torre oltre 40 milioni di anni fa.

Bagnato dal fiume Calore, il paese è un luogo di forte interesse per gli appassionati di arte e storia, che qui trovano spunti nella settecentesca Torre campanaria, ricca di riferimenti in stile arabesco, e nell’antico organo del Santuario di San Ciriaco, di inestimabile valore artistico. Il Santuario, sorto in epoca settecentesca per volere del Cardinale Orsini, è stato restaurato dopo il sisma del 1980. Si tratta di un luogo di grande richiamo religioso per le famose facoltà esorcistiche legate al culto del Santo. Numerosi, poi, i ritrovamenti di epoca greca e romana. Interessante è anche l’Oratorium (secoli XV-XVI), che fu sede della Confraternita di San Ciriaco e poi convento. Al suo interno si conserva una Cappella con volte a botte e piccole finestre superiori, un arco trionfale con lo stemma del Cardinale Orsini e tre colonne romane inglobate nella struttura, che testimoniano come l’antico convento sorga sulle spoglie di un’antica dimora di campagna di età romana. Il centro storico è caratterizzato da stradine lastricate, portici ed archi in pietra.

La cucina di Torre le Nocelle era una cucina povera, ma dai sapori molto decisi, dove prevaleva il maiale, il peperoncino e le verdure fresche; una cucina che ben si sposava al nobile e robusto vino Aglianico. È tuttavia una cucina che sta tornando in auge, non tanto come fenomeno culturale o di moda, ma perché le sue ricette debitamente rivisitate (con minor quantità di grassi e condimenti ) si dimostrano in grado di contendere con quelle di regioni gastronomicamente più blasonate. Il cibo dei torresi è comune a molti paesi vicini, ciononostante esistono pietanze che possono essere definite come autoctone. Per esempio la Laina e polieo, le pia ed i cazzi malati, squisiti dolcetti realizzati con farina e mosto cotto, non vengono preparati in nessuna altra parte dell’Irpinia.

 

Maddalena Venuso, nasce a Napoli e, sebbene viva a Marigliano, l’impronta della città natale le resta appiccicata come un francobollo. Poliedrica, fantasiosa, ricca di sfumature. Liceo Classico, Lettere Antiche, esperienza come Archeologa a Napoli e Pompei fino al 1994. Docente presso il MIUR dal 1994, insegna Italiano e Latino al Liceo Scientifico. Traduce la passione per l’archeologia in passione per il territorio, raccontando il gusto e le bellezze delle Terre di Campania e d’Italia. Giornalista indipendente, ha collaborato, fra gli altri, con ItaliaPiù, Italia a Tavola, l’Espresso Napoletano, Oliovinopeperoncino. Mantiene sempre viva la curiosità per il nuovo, accogliendo con piacere ogni opportunità che ritenga valga la pena sperimentare.

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