Turismo a Napoli: i Campi Flegrei per un weekend di cultura, relax e benessere. Un percorso enogastronomico e culturale seguendo le orme degli imperatori romani.

Se vogliamo parlare di turismo, ma soprattutto se vogliamo parlare di turismo a Napoli, in estate, i Campi Flegrei sono uno dei luoghi prediletti per chi ama mangiar bene, rilassarsi e vivere la storia e la cultura della provincia partenopea.

I Campi Flegrei sono diventati immortali grazie ai versi di Omero e Virgilio. Devono l’origine del nome alla particolarità del suolo e del sottosuolo napoletano. Flegraios, infatti, in greco significa ardente e si riferisce ai fenomeni vulcanici ed idrotermali di tutta l’area. Un fuoco sotterraneo che arricchisce di terme naturali e di terreni coltivabili tutta l’area che da Agnano arriva a Pozzuoli e Baia.

Il turista che desidera un fine settimana rilassante e al tempo stesso accattivante, non deve far altro che scegliere questo luogo magico e pieno di misteri e leggende.

Il primo step necessario per godersi il meritato riposo è scegliere Le Stufe di Nerone.

Chi ama se stesso, viene in questo luogo.

Il motto la dice lunga sul potere curativo di questo parco termale. Esso è formato da terrazze fiorite molto curate e vista panoramica sul golfo di Pozzuoli. Nel complesso ci sono stufe naturali scavate in grotte tufacee, dove Gneo Cornelio curava la sua artrite. Queste favoriscono la naturale sudorazione del corpo, migliorando le funzionalità dell’apparato circolatorio. Piacevole l’utilizzo dei fanghi da spalmare su tutto il corpo.

I prati esterni fungono anche da zona solarium, proprio accanto c’è una grande piscina per adulti e bambini che possono rifocillarsi al fresco nella sala ristorante.

Un percorso kneipp giova alla salute, con l’utilizzo delle tecniche terapeutiche di idroterapia.

Il parco termale è attrezzato anche per trattamenti estetici e rilassanti, aperto tutto l’anno, con saune e piscina interna di 45 gradi circa con cascata ed idromassaggio.

Una volta conclusa l’esperienza relax non resta che proseguire nei dintorni, dove c’è il Castello aragonese di Baia.

La sua costruzione risale al 1490 sui resti di un’antica villa romana, posto in un’area strategica per proteggersi dagli attacchi provenienti dal mare. Divenne baluardo e centro di difesa del porto di Napoli, venne reso inaccessibile da un ponte levatoio e dalla costruzione di fossati intorno al castello. L’eruzione del Vesuvio del 1538 portò alla sua distruzione parziale con conseguente ricostruzione. Divenne teatro di una strenua resistenza da parte dei borbonici contro le truppe piemontesi e in seguito adibito ad orfanotrofio. Oggi è sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei e contiene busti in gesso risalenti all’epoca romana.

Nei diversi ambienti del castello troviamo esposti dei cippi marmorei provenienti dal Sacello degli Augustali, strutture di imperatori quali Vespasiano, Tito e Domiziano e la riproduzione del Ninfeo di Claudio.

Negli scavi di Baia si trova il Palatium che racchiude un grande complesso imperiale fatto di ninfei, tempietti, teatri e strutture termali risalenti all’epoca romana. Queste sono coperte da cupole e dedicate alla dea Venere e a Mercurio, con annessi i tempi delle due divinità.

L’ultima tappa è necessaria per rifocillarsi.

L’agriturismo Il Centrangolo a Bacoli è un’ottima scelta per chi vuole abbinare panorama mozzafiato a piatti gustosi e delicati. Il luogo è raggiungibile seguendo le indicazioni per l’hotel Cala Moresca, direzione faro di Capo Miseno. Piatto forte è l’antipasto, servito con prodotti tipici dei Campi Flegrei. La cucina è variegata e mai banale, con menù sia di carne che di pesce, con particolare attenzione alle intolleranze alimentari dei clienti.

Mens sana in corpore sano, dicevano i latini.

Ai Campi Flegrei questa sentenza viene messa in pratica perfettamente, dove mente e corpo sono in sintonia.

Questo era il nostro secondo itinerario campano per gli amanti del Turismo a Napoli. Alla prossima settimana con il successivo itinerario!

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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