Una guida onesta a Punta Campanella, luogo di grande bellezza ma anche di grande fatica!

Un giorno di un caldissimo mese di agosto di qualche anno fa, il mio amico avventuriero Andrea mi chiama e mi dice: «Sara, vogliamo fare un gita a Punta Campanella?». Io, sfidando la mia abissale ignoranza in campo geografico, gli dico immediatamente che sì, lo voglio.  La promessa che, una volta lì, avremmo potuto godere della vista non solo del golfo di Salerno e di quello di Napoli, ma addirittura anche dell’isola di Capri, mi aveva completamente ammaliata: non potevo perdermi un’escursione in un posto del genere.

Scopro quindi che Punta Campanella, o meglio l’area naturale marina protetta Punta Campanella, si trova tra il comune di Massa Lubrense (frazione Termini) e quello di Positano ed è l’estrema punta non solo della costiera sorrentina ma dell’intera Campania. Scopro pure che arrivarci con i mezzi di trasporto pubblici non è esattamente una passeggiata: bisogna prima arrivare o a Sorrento o ad Amalfi; da lì prendere un altro bus che arrivi a Termini. Il mio suggerimento, però, è quello di complicare ulteriormente le cose e, prima di andare a Termini e intraprendere il percorso mozzafiato di Punta Campanella, scendere a Sant’Agata sui Due Golfi. Qui, infatti, si può arrivare in breve tempo in una località chiamata “il Deserto“. Essa altro non é che un antico eremo carmelitano dalla cui terrazza si gode uno strepitoso panorama circolare sul golfo salernitano e quello napoletano. Essendo un luogo di culto, vige un (letteralmente) religioso silenzio che però aiuta a rilassarsi e a godersi lo spettacolo. Noi non sostiamo a lungo e, correndo e imprecando perché non ci stiamo capendo più una acca tra biglietti e bus da prendere, finiamo per salire sul primo bus che passa sperando che sia quello giusto.

E quello giusto fu! Arriviamo a Termini che il sole è già bello che alto in cielo e, dopo vari tentativi imbocchiamo la strada giusta e la nostra avventura finalmente ha inizio.

Il particolare del sole “già bello che alto in cielo” non è stato messo lì perché mi sento vagamente poetica. No, è un dettaglio importantissimo e da non trascurare perché, vi avverto, Punta Campanella è un luogo magico ma andarci in un giorno afoso di agosto e intorno a mezzogiorno, con uno zaino pesante in spalla non è esattamente the dream. Per questo motivo consiglio di andarci durante la primavera oppure a inizio o fine estate, di portare abbondante acqua (non c’è niente lungo il sentiero, niente, quindi non sperate di comprare qualcosa lungo la via) e di usare la crema solare perché non troverete riparo dal sole.

Il sentiero per arrivare a Punta Campanella non è di per sé molto arduo, anzi. Si tratta di circa 4 km di camminata su un’antica strada romana, da un lato si scorgono spiaggette e anfratti che sembrano miraggi tanta è la loro bellezza, dall’altro ci sono essenzialmente terre e orti. Il problema è che la strada romana è rimasta tale e quale a come era quando la costruirono i romani, ergo non è esattamente tutto pianeggiante e scorrevole come vogliono farvi credere alcuni siti, bisogna faticare un po’.

Mi rendo conto che finora ho sottolineato solo gli aspetti non esattamente esaltanti di questo posto che invece è stupendo e meraviglioso, ma l’ho fatto sia per il vostro bene sia perché questo è anche considerato il luogo in cui Ulisse si fece legare all’albero della nave per ascoltare le pericolossisime sirene senza esserne ammaliato. Insomma, meglio scoraggiare le persone poco avventuriere o magari quelle che preferiscono rilassarsi e godere di una passeggiata senza impegni: la bellezza di Punta Campanella va conquistata anche con un po’ di fatica e sudore. In alternativa, fatevi un amico con la barca e ammirate la bellezza di questo luogo dall’altro lato della costa (non nego che mentre sudavo il mio equivalente del peso corporeo sotto il sole rovente ho spesso espresso questo desiderio)!

Punta Campanella era chiamata dai Greci “promontorio ateneo” e dai Romani “promontorium Minervae”. Si possono vedere, infatti, i resti di un tempio dedicato alla dea vicino al  luogo in cui invece si erge una piccola torre-faro. Essa fu costruita  nel 1335 per volere di Roberto d’Angiò (rifatta nel 1566) e segnalava l’arrivo dei pirati col suono di una campana (da qui il nome Punta Campanella). Fermo restando che io ancora mi domando e dico come facessero ad avvertire dell’arrivo dei pirati se dalla torre al paese intercorrono 4 km di via in salita, la torre è oggi zona militare e, in teoria, è zona invalicabile (*blink*).

Ora che avete esplorato e goduto della bellezza della natura incontaminata, vi meritate un giusto bagno in chiare, fresche e dolci acque, ma, ahimé, ciò non avverrà tanto facilmente. Per potere riposare le membra nelle fantastiche acque della baia di Ieranto, infatti, dovrete scendere il dirupo che si trova a est della torre. Questa impervia insenatura è percorribile anche grazie  all’ausilio di qualche buon uomo che ha lasciato delle piccole scale nei punti nevraligici. Vale la pena anche solo per sentirvi un po’ Gollum mentre scendete queste rocce agognando il vostro tesssor..ahem  mare!

Penso che non esistano aggettivi per descrivere il colore dell’acqua, la sua trasparenza e pulizia, la sua sfolgorante bellezza e… le sue meduse! Sì perché le avventure non finiscono mica qui. Essendo un luogo molto pulito è anche abitato da una flora marina non indifferente… per cui fate attenzione mentre fate il morto a galla e vi godete il meritato riposo.

Nonostante tutto, a me piace che Punta Campanella sia così: talmente selvaggia da essere quasi inospitale, talmente piena di bellezza da regalare attimi indimenticabili a chi la sfida e cerca di capirne il segreto. Mi piace che ci sia poca gente che si avventura sul sentiero romano: sono quasi tutti stranieri, chissà come hanno saputo di questo luogo… Mi piace la complicità che si crea con gli altri viandanti, scambiarsi le solite domande (“quanto manca?!”), pregustare la meta finale, tuffarsi nell’ignoto… A volte davvero non c’è bisogno di fare il giro del mondo per scovare certe gemme: sono qui, vicino a noi e noi non ne conoscevamo nemmeno l’esistenza.

E ora, lasciatemi ringraziare il pescatore che ci ha raccolti esausti sulla strada del ritorno e ci ha donato acqua fresca e …un passaggio in macchina! Perché fino a un certo punto il sentiero è percorribile con l’automobile, non ve lo avevo detto?!

Buona escursione e, mi raccomando, state in campan(i)a!

Come arrivare

IN AUTO

Da Napoli prendere la A3 e SS145 in direzione Via Capo a Sorrento (1 ora circa); Via Partenope/Strada Provinciale 7/SP7 e Via IV Novembre in direzione di Via Nastro d’ Oro a Termini.

IN AUTOBUS

Da Sorrento prendere un bus SITA direzione Nerano Via Nastro Verde oppure Via Massa.

Da Amalfi prendere bus per Sorrento fermata Bivio S. Agata.

IN TRENO

Da Napoli prendere la circumvesuviana direzione Sorrento.

IN AEREO

Aeroporto di Capodichino, Napoli.

9 pensieri riguardo “Una passeggiata a… Punta Campanella

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