Si diceva: “il futuro è nei borghi!”

La strada finisce a Valle Agricola, così dicono i suoi abitanti.

Vallis Pratae il suo nome durante il periodo medioevale perché dipendente dalla baronia di Prata Sannita, paese a esso confinante. Dopo l’unità d’Italia diventa Valle Agricola e nel 1980 viene proposto il nome di Valle Matese, ma ai suoi cittadini non piace. Nel 1945, dalla provincia di Benevento, passa a quella di Caserta, come altri paesi limitrofi.

Di origine etrusca, risalente al IV secolo a.C., è posto su un costone a quasi settecento metri di altitudine seppur si chiami “Valle”, e meno di mille sono i valligiani che lo abitano, tanto che uno di essi, alla richiesta di informazioni, fa così: «A Valle Agricola ci sono più bar che cristiani!»

Per arrivarci bisogna percorrere parecchi chilometri di bosco su una strada che ha lo spazio di una sola corsia. Camminando tra i vicoli del borgo c’è il silenzio assoluto, qualche motocarro a tre ruote parcheggiato o un carrello di trattore che aspetta di uscire per le campagne.

I negozi hanno la fisicità dei tempi passati; le insegne, la tabella dell’Algida dove ci sono gelati che non si producono più. La posta si capisce che c’è per la forma e il colore dell’insegna; le intemperie avranno cancellato anche la scritta.

A Valle Agricola si vive senza troppe pretese. L’economia funziona sulle attività agricole e artigianali; negli anni novanta la popolazione era quasi il doppio di oggi ma, poi, la grande emigrazione ha visto andare via tanti giovani, per studio e per lavoro.

La storia conserva le sue tracce nella torre dei Pandone, eretta dai conti omonimi nel XV secolo. Adesso, si trova segregata tra le mura di nuove abitazioni e resta lì, ferma e dominante, senza un filo d’aria. In epoca sannitica, il luogo era tappa dei pastori che dalla valle del Lete attraversavano i boschi per andare in montagna, e per questa ragione sono state trovate molte tombe di quel periodo.

Essendo, quindi, isolato dai boschi, il borgo custodisce la sua originalità ed è possibile, oltre che trascorrerci del tempo per disintossicarsi da ogni malanno, fare attività di escursionismo per i sentieri che portano sulle cime del Matese, da cui poter ammirare il mare. Il Mar Tirreno e il golfo di Gaeta.

Assai sentito è il culto di San Nicandro, venerato anche in Molise, che è a un passo da qui. La festa più goduta è il “Ferragosto valligiano” e il prodotto tipico di Valle Agricola è la lenticchia che ha una buccia dal sapore singolare. Coltivata ai piedi di questi monti, viene riposta in sacchi di tela grezza e usata in cucina come prodotto secco.

la Viandante

Come arrivare:

IN AUTO

Da nord: Autostrada A1 Napoli – Milano, uscire a Caianello, percorrere la strada statale 372 “Telesina”, uscire a Baia e Latina, proseguire per Ailano, poi Valle Agricola.

Da sud: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscire a Salerno, imboccare la strada statale “Salerno – Avellino”. Proseguire per Benevento, percorrere la strada statale 372 “Telesina”, prendere l’uscita Baia e Latina, proseguire per Ailano, poi Valle Agricola..

IN TRENO

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Vairano Scalo. Soluzioni alternative potrebbero essere anche Alife e Venafro (IS).28

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