Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Non tutti sanno che la provincia di Avellino è uno dei siti d’incastellamento più grandi d’Europa con oltre 70 rocche, fortezze e castelli presenti sul suo territorio. Di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi, questi castelli sono un tesoro nascosto della regione Campania. Alcuni di essi sono visitabili e fruibili, mentre di altri restano soltanto pochi ruderi. Con questa rubrica intendiamo farvi conoscere tutti i siti possedenti un castello siti nella verde irpinia cominciando da Ariano Irpino, accompagnandovi in un viaggio che non dimenticherete facilmente.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Il Castello Normanno di Ariano Irpino sorge in una posizione strategica facilmente difendibile, grazie alle barriere naturali, agli scoscendimenti e ai dirupi che lo circondano. Le sue antiche origini sono attestate da un documento risalente all’892 e custodito nella Badia di Cava de’ Tirreni. Il castello fu al centro di diversi assedi e battaglie che evidenziarono la sua inespugnabilità dovuta, oltre che alle condizioni geografiche del luogo, anche alla rete di vie sotterranee che si estendeva al di là delle mura. Nel 1139 Ruggero II, non riuscendo ad espugnare il maniero, devastò tutte le terre circostanti, anche se poi, nel 1140, entrò da vincitore nella città. Proprietà di illustri famiglie tra cui gli Sforza, i Gonzaga e i Carafa, il castello subì importanti rifacimenti nel corso del XVI secolo, per poi essere abbandonato già nella prima metà del XVII secolo. Dell’originaria costruzione a pianta trapezoidale sono visibili, oggi, quattro grandi torri angolari, costruite con blocchetti squadrati di tufo, collegate tra loro attraverso corridoi ricavati nello spessore dei bastioni e dotate ancora delle cortine murarie. Nel 1992, gli scavi archeologici effettuati all’interno dell’area delimitata dal circuito difensivo, hanno portato alla luce la cosiddetta Torre Grande, di forma quadrangolare, cui si accedeva tramite un ponte levatoio. Il castello è oggi circondato dal verde dell’antica villa comunale, dalla quale si gode di un suggestivo panorama.

Potete trovare il resto dell’articolo sul sito del Museo Dei Castelli.

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

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