La chiesa di San Pietro a Majella nei frame di una macchina fotografica. La sua storia, la sua bellezza.

La chiesa di San Pietro a Majella o Maiella, è una chiesa gotica situata nel centro storico della città di Napoli dove il vico san Pietro a Majella s’incontra con piazza Miraglia.

La sua fondazione e dell’annesso convento (l’attuale conservatorio di musica) risale ai primi anni del Trecento e viene generalmente attribuita a Giovanni Pipino da Barletta, conte palatino, la cui arca sepolcrale è infissa nella parete sinistra del transetto. La chiesa fu costruita per volere del re Carlo II d’Angiò. Il complesso fu dedicato all’eremita Pietro da Morrone, venerato come Pietro Celestino che è stato il 192° Papa della Chiesa cattolica con il nome di Celestino V.

La chiesa fu comunemente detta di San Pietro a Majella in ricordo del suo romitaggio sulla Majella, il secondo gruppo montuoso più alto degli Appennini continentali dopo il Gran Sasso (nel basso Abruzzo).
Testimonianze artistiche del periodo della sua fondazione sono sicuramente le forme gotiche delle cappelle e i due cicli di affreschi trecenteschi nel transetto.
Dopo l’incendio del 1407 la chiesa fu restaurata e ampliata; i lavori terminarono all’inizio del Cinquecento e consistettero nello spostamento in avanti della facciata, originariamente allineata col campanile, e con l’aggiunta di sei cappelle.

Tra il 1493 e il 1508 ci fu poi l’ampliamento dello spazio monasteriale, che avrebbe dovuto accogliere anche la comunità dei padri celestini che erano insediati nella chiesa di Santa Caterina a Formiello. Un secondo rimaneggiamento risale alla metà del Seicento quando i canoni estetici costrinsero a virare verso uno stile più barocco.

Risalgono a quest’epoca le tele di Mattia Preti (uno dei massimi esponenti della pittura napoletana), del soffitto ligneo della navata e del transetto, gli affreschi di Nunzio Russo e Onofrio De Lione, la parte absidale con l’altare maggiore degli scultori italiani Pietro e Bartolomeo Ghetti, e infine la balaustra dello scultore e architetto Cosimo Fanzago.
Nel 1799 il convento e la chiesa furono soppressi e iniziò un periodo di abbandono.
Nel 1826 il complesso monasteriale fu riadattato per ospitare il Conservatorio di San Pietro a Majella.
Dopo circa un secolo iniziarono i lavori di restauro restituendo alla chiesa la sua originale impronta gotica.

Sono Aurora Tesone, sono nata a Napoli e frequento la facoltà di Scienze Sociali della Federico II.

Sin da piccola sono sempre stata appassionata alla fotografia che è per me mezzo e fine.

Ho partecipato a mostre fotografiche con l’Associazione Cremano Giovani, con il Comitato quartiere stella di Casoria e con il centro Gamen; ho lavorato come fotografa per feste private e attualmente lavoro ad un progetto sul territorio di Scampia con un gruppo di fotografi.

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