Ardea Spiega: le orchidee della Campania, le loro varietà e il progetto di Citizen sceince. Quante e quali sono le tipologie della nostra regione

Le orchidee sono la seconda (per alcuni autori la prima!) famiglia più numerosa di piante: se ne contano circa 25.000 specie distribuite in tutti i continenti, ad eccezione dell’Antartide. Sebbene la maggiore ricchezza si concentri nelle aree tropicali, intorno al bacino del mediterraneo le orchidee presentano una enorme diversità con moltissime specie endemiche e perfino qualche genere (Ophrys) quasi esclusivo di questa zona del pianeta.

Ma le orchidee sono anche indiscutibilmente le piante più amate. In tutta Europa alle associazioni di appassionati coltivatori di orchidee tropicali (come quelle che troviamo in vendita nei garden center o dai fiorai) si aggiungono quelle degli “orchidofili” esperti, appassionati e studiosi di specie spontanee. In diversi mesi dell’anno, a partire dai caldi inverni delle estreme regioni meridionali d’Europa, fino alla tarda estate o all’inizio dell’autunno, schiere di competenti studiosi si aggirano nelle praterie mediterranee ricche di orchidee, habitat tanto prezioso e significativo che la sua conservazione è considerata “prioritaria” secondo la direttiva europea che tutela habitat e specie la cui conservazione è di interesse comunitario. In Italia un’associazione, da oltre 20 anni, raduna alcune centinaia di studiosi diffusi in tutte le regioni d’Italia. Il GIROS (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee) è strutturato in sezioni subregionali e oltre a organizzare eventi per la conoscenza delle orchidee e degli ambienti in cui vivono, pubblica una rivista, “Orchidee Spontanee d’Europa (European Native Orchids)” ricca di contributi scientifici.

In Campania si conoscono circa 75 specie di orchidee spontanee che sembrano concentrarsi nelle aree più note e frequentate, come il Cilento, mentre ci sono aree ancora non sufficientemente esplorate o di cui si dispongono solo dati vecchi di quasi 150 anni. La conoscenza si è andata via via arricchendo con i primi progetti di cartografia floristica, negli anni ’80, che non si limitavano a stilare una check-list ma che rappresentavano la distribuzione delle specie sul territorio. Le ricerche di Büel (1982) e di Nazzaro e altri (1992) rappresentano esempi pioneristici di cartografia e restituiscono una ottima base di conoscenza per la provincia di Salerno ed il Cilento in particolare. Quest’ultimo è ormai una delle più classiche mete per gli studiosi che da tutta Europa giungono in Italia a “caccia” di orchidee. Negli ultimi 20 anni altre zone della Campania sono state oggetto di ricerche e grazie alla facilità di accesso a GPS e software GIS i dati si sono raccolti, rappresentati e analizzati in maniera sempre più precisa. Un progetto di “Atlante delle orchidee della Campania” è oggi il risultato non solo delle ricerche svolte da laureandi, dottorandi o ricercatori, ma anche da appassionati cittadini che condividono le loro osservazioni contribuendo in primo luogo ad accrescere le conoscenze della presenza e distribuzione delle orchidee e secondariamente a fornire dati utili per un monitoraggio dello stato di conservazione.

L’atlante, consultabile online, si avvale dei dati di oltre 30 collaboratori. Si va dalla singola segnalazione alla condivisione di intere banche dati raccolte a volte in anni di esplorazione di territori più o meno vasti e rimaste sopite nei pc o negli appunti di campagna. In ogni caso i dati più recenti coprono meno del 60% della regione. Di conseguenza ogni dato è importante, anche quello relativo a specie comuni come Orchis italica, Serapias vomeracea subsp. vomeracea, Anacamptis morio e Anacamptis pyramidalis. La prima, per esempio, è stata fotografata sul Vesuvio pochi anni or sono per la seconda volta dopo l’osservazione di Fabio Colonna nel 1616! Al contrario la palma di specie più rara, almeno per le conoscenze odierne, spetta sicuramente a Epipactis maricae: meno di 50 esemplari, endemici del vulcano di Roccamonfina, che fioriscono tra luglio e agosto. In provincia di Caserta sono presenti anche due Ophrys relativamente rare: Ophrys promontorii è un’endemica del centro-sud d’Italia mentre Ophrys insectifera è una pianta comune soprattutto in centro-europa (arriva anche in Scandinavia!) ma nel sud della penisola diventa sempre più rara. Che siano specie rare o comuni, sapere dove sono e quante sono è importante per molteplici aspetti. Qui ne ribadiamo solo uno che è quello di sensibilizzare quante più persone verso la conoscenza e il rispetto della natura. In questo le orchidee sembrano essere molto efficaci e chissà che anche questa forma di “attrazione fatale” verso gli umani non sia un vantaggio evolutivo!

 

Foto e testo: Antonio Croce

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