I Bastardi di Pizzofalcone, primo romanzo di una lunga serie del giallista napoletano Maurizio De Giovanni. Ora su Rai Uno è una serie tv.

I Bastardi di Pizzofalcone è la serie di libri-capolavoro di Maurizio De Giovanni risalenti al 2013.
La Rai, acquisiti i diritti, ne ha fatto una serie tv di sei puntate, in onda lunedì 9 gennaio 2017 su Rai Uno.

La location è Napoli, tra vicoli e appartamenti chic.
La trama: quattro poliziotti del commissariato di Pizzofalcone, per motivi di differente difficoltà, rivendono un carico di droga, sottratto alla Camorra. Gettando una cattiva fama sul commissariato che, diventa un ricettacolo di poliziotti poco amati, costretti a lavorare fianco a fianco finché non verrà chiuso Pizzofalcone.

Il protagonista Giuseppe Lojacono è interpretato da Alessandro Gassman. L’ispettore entra in gioco quando, da Agrigento viene trasferito a Napoli dopo essere stato falsamente accusato di collusione con la mafia.

Non gioca a suo favore la separazione della moglie e il difficile rapporto con la figlia.

Lojacono, riesce con le sue deduzioni, che gli invidiosi chiamano fortuna, a risolvere casi di omicidio tra i più difficili. Appoggiato sempre dalla fascinosa PM, Laura Piras, Carolina Crescentini, e dal commissario Palma, Massimiliano Gallo.

Collabora costantemente con l’agente scelto Aragona, Antonio Folletto (O’ Principe in Gomorra), Pisanelli, Gianfelice Imparato, Ottavia, è Tosca D’Aquino, Alex Di Nardo, Simona Tabasco, Francesco Romano ,Gennaro Silvestro. Nel cast volti noti di Un posto al sole e squadra antimafia, fiori all’occhiello Imma Piro e Mariano Rigillo.

Dalle prime battute de I Bastardi, ci viene mostrata una Napoli caotica, complessa e piena di insidie, in netto contrasto con calma agrigentina,  Ma anche ricca di bellezze. Come una matrioska, vengono messi in luce, puntata dopo puntata i vari luoghi di Napoli e il lato oscuro di ogni personaggio.

Tutti hanno un segreto.

Vedremo Mergellina, Il Centro Direzionale, Piazzetta Nilo, Palazzo dello Spagnolo, San Gregorio Armeno, il bar Gambrinus, Piazza San Nazzaro, Viale Gramsci solo per citarne alcuni; poi ci sono le varie pizze, caffè e babà (che favoriscono la chiusura del primo caso di Lojacono).

In due parole: capolavoro barocco.

L’occhio del regista capta l’importanza delle pedamentine napoletane, la Spaccanapoli gioiosa, una Piazza del Plebiscito che è sole negli occhi degli spettatori e poi il Vesuvio.

Il nostro fuoco ben nascosto, controllato è lì, lo sfondo per molte scene de i Bastardi di Pizzofalcone. Lo sterminator vesevo, verdeggiante in primavera o innevato in questo periodo dell’anno.

Sempre vivo, piacente e garbato.

Un gigante da rispettare, con cui confrontarsi: rappresenta l’imprevedibilità di questa città. Un po’ come i casi a cui lavora Lojacono. Casi purtroppo reali, ma quasi possibili.

Però ne I Bastardi di Pizzofalcone, c’è anche la città che vive e vuole vivere bene. Quella che vuole divertirsi nel circolo dei canottieri, c’è la Napoli che vuole trasgredire mangiando un arancino caldo, che ama, che lavora con passione e che si scompone solo quando deve.

Davanti ad un bel giallo, magari ambientato tra Santa Lucia, Chiaia e Chiatamone.

Ma cosa succederà ai nostri bastardi nelle prossime puntate?

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Napoli attraverso I Bastardi di Pizzofalcone, di Maurizio De Giovanni

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