“One Portion Of Affection” è il primo singolo di NuElle, giovane cantautore campano che decide di sfoderare le sue capacità in un vero e proprio esercizio di stile.

Emanuele Natale, in arte NuElle, è un giovane artista campano alle prese con il suo primo singolo, il suo primo pezzo di cuore. Emanuele Natale, in arte NuElle, è anche il motivo del mio ritorno su queste pagine, dopo un po’ di tempo. Giuro, m’era mancato, eccome se m’era mancato. Ma bando ai sentimentalismi: parliamo di NuElle e del perché potrebbe meritare qualche minuto (o magari anche di più) della vostra attenzione.

One Portion of Affection, il primo singolo di Natale, è un lavoro misurato, ben studiato e che poggia ai punti giusti del tavolo le chiare influenze cui NuElle attinge, tra venature Soul ed una piega Pop che contribuisce bene alla scorrevolezza del brano, in una struttura chiara e senza troppe sorprese, ma che certamente non delude – in virtù di alcuni punti forti assolutamente non ignorabili.

Un easy listening a tutto tondo, dunque, che riesce a non passare inosservato grazie proprio a quella misura, in fase di scrittura e creazione, cui accennavo prima: aver saputo puntare sul cavallo vincente – cioè quella splendida voce che NuElle ha e che utilizza con una padronanza già degna di nota, in modo composto e senza mai strafare – e, al tempo stesso, aver optato per accompagnarsi solo col pianoforte costituiscono scelte che rendono il brano un dichiarato esercizio di stile che ha per obiettivo l’evidenziare, sin dalla prima esperienza di pubblicazione, la confidenza che il giovane artista campano ha coi propri mezzi, con le proprie peculiarità.

Liricamente parlando, la musica ci apre le porte ad un testo che non lascia particolare spazio all’interpretazione, pur risultando curiosa ed interessante l’immagine di questa anelata porzione d’affetto (ben resa ed espressa anche grazie ad un videoclip che merita se non altro una menzione); certo è che il testo sembra essere in linea proprio con l’essenza Pop di cui il brano si permea, e punta più ad una sentita esecuzione di quei versi che trovano giustizia nella voce – come detto, potente ma usata con misura e gran compostezza – di NuElle.

Emanuele Natale, dunque, è indubbiamente personificazione del detto “chi ben comincia…”: riconosce i suoi mezzi ed è capace nell’uso degli stessi, è elegante nell’interpretazione di ciò che scrive ed è ispirato (forse un po’ troppo, per ora, ma c’è comunque piena fiducia che il giovane cantautore rafforzerà la propria identità artistica con lo scorrere delle produzioni). Senz’altro, inoltre, genera una certa curiosità verso ciò che verrà in futuro, magari  aspettandoci per la prossima volta un’interessante commistione tra la sua voce e i vari strumenti al di là del “semplice”  pianoforte (mi si perdoni per il “semplice”, ma tanto sono certo che mi abbiate capito).

Andando a chiudere: un imbocca al lupo a NuElle per i prossimi passi, ed un sincero invito all’ascolto, da parte vostra, per un brano che saprà catturarvi in qualche istante della vostra quotidianità, al pari di come farebbe il gusto di un buon cioccolatino, o più semplicemente, al pari di come farebbe una piccola porzione d’affetto.

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