Dopo un anno di votazioni aperte, il FAI ha finalmente rilasciato i risultati del decimo censimento dei “Luoghi del Cuore” degli italiani. Una classifica che, per stessa ammissione del Fondo Ambiente Italiano, in quest’anno particolarissimo si carica di un significato ancor più forte.

Aver riflettuto, nel 2020, sui propri luoghi del cuore ha significato uno sforzo, ed un annesso dolore, non indifferenti per tutti i cittadini che hanno preso parte alle votazioni per il decimo censimento dei “Luoghi del Cuore” del FAI. Esprimere tutto l’amore per il nostro Patrimonio Culturale attraverso la votazione dei luoghi più cari agli italiani è stato un gesto specchio del reale desiderio di libertà e normalità che ognuno di noi ha nel cuore.

Ben 2.353.932 voti (il miglior risultato di sempre per numero di votazioni), di cui 167.236 per i luoghi della nostra regione, la Campania. Diverse sorprese, come ad esempio il Molise che è primo per voti in rapporto al numero di abitanti, o la Liguria che è prima per voti in rapporto alla sua superficie. E ancora, sempre in alto nelle classifiche, il tridente composto da Lombardia, Sicilia e Piemonte che raccoglie più di un terzo delle segnalazioni totali.

Chiese, castelli e borghi. Aree naturali, archeologiche e giardini urbani. In questo lunghissimo censimento si può trovare proprio di tutto, e ciò rafforza quell’idea secondo cui la popolazione italiana è ben conscia di quanto il proprio patrimonio culturale sia eterogeneo, vario, e soprattutto incredibilmente distribuito lungo tutta la superficie dello stivale più iconico del mondo.

E noi, in Campania? Come si sono distribuiti quei 167.236 voti? C’è da sorprendersi, ve lo posso garantire. Venticinque sono infatti i luoghi che hanno ottenuto più di duemila voti ciascuno.

Al primo posto per numero di voti (ben 8.626) in Campania c’è la “Fescina”, il celebre monumento funebre di età romana situato a Quarto (NA), nella necropoli di Via Brindisi. Una meravigliosa struttura a cuspide piramidale, eretta su due piani di cui uno sotterraneo delimitato da una recinzione molto bassa in opus reticolatum. La “Fescina”, in origine, aveva la sola funzione di spazio atto alla cremazione dei defunti; soltanto una successiva riscoperta del luogo porterà ad un differente utilizzo, ed ecco allora che la “Fescina” verrà impiegata come deposito di attrezzi agricoli.

Al secondo posto, con 8.292 voti il Complesso di San Gaudioso a Napoli. A fondarlo fu Settimio Celio Gaudioso, vescovo africano naufragato a Napoli, ove decise di trascorrere il resto della sua esistenza. La costruzione risale al V sec. d.C., mentre il primo restauro viene compiuto attorno al XVI-XVII secolo. Nel 1799, a causa degli scontri legati alla Repubblica Napoletana, il Complesso viene incendiato e troverà nuova funzione solo nel 1833, quando sarà dichiarato Clinica Universitaria. Viene poi demolito nel 1920, per realizzare nuove strutture ospedaliere. Oggi restano solo l’arco e la scala d’ingresso, il muro perimetrale, il portale in piperno e poche tracce del chiostro. Le vestigia sono collocate in uno splendido giardino dove è possibile ammirare piante storiche e preziose.

E al terzo posto, con 6.537 voti, troviamo la Reggia di Portici. La volle Carlo di Borbone, che la fece costruire tra 1737 e 1742. Parte del Palazzo Reale, successivamente, divenne sede del Museo Ercolanense per raccogliere i reperti portati alla luce nel corso degli scavi dell’antica città di Herculaneum, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. . Ad oggi la Reggia è visitabile solo in maniera parziale, sperando che una riapertura totale del sito avvenga quanto prima.

Non dilungandomi troppo oltre vi rammento volentieri che, per leggere la lista completa dei venticinque luoghi campani che hanno ottenuto più di duemila voti, potete consultare comodamente il sito www.fondoambiente.it su cui troverete anche molte altre informazioni su tutto ciò che concerne questa importante opera di censimento annuale.

Permettetemi, per chiudere, una riflessione: questi luoghi, l’Italia tutta, il bel Paese che ancora bello è nonostante le mille batoste, tutto è ancora lì. La nostra storia attende il giorno in cui potremo di nuovo viverla con partecipazione, con un tocco diretto a tutto quanto ci sia di bello nella nostra terra. Questo censimento, protagonista assoluto del pezzo che avete appena letto, si fa simbolo di una volontà che abbiamo forte nel cuore e che abbiamo il diritto ed il dovere di rinsaldare sempre, e di agire per soddisfarla, collaborando attivamente per un futuro diverso, libero da ciò che purtroppo ci sta incatenando da un anno a questa parte.

La nostra storia vuole che ora ne scriviamo il prosieguo, e in cuor nostro non passa giorno senza che – anche tramite una “semplice” votazione ad un censimento su scala nazionale, fino poi alle grandi azioni per la salvaguardia della salute di quelli che amiamo – noi non dimostriamo la nostra volontà di scriverla.

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