Pozzuoli: dai bradisismi del Tempio di Serapide alla cucina geotermica delle alici nella Solfatara notturna. Tutto in un giorno.

Pozzuoli appartiene all’area vulcanica dei Campi Flegrei, dove si riscontra una periodica e non preoccupante attività sismica. La città ha fatto di questo il suo punto di forza e di attrazione turistica.

Il mercato pubblico puteolano di epoca romana del I secolo d.C. , rappresenta un punto di interesse sia dal punto di vista archeologico che da quello scientifico. Definito come Tempio di Serapide o Serapeo per la scoperta di una statua dedicata al Dio, il Macellum, è stata meta di studiosi vulcanologi per il fenomeno del bradisismo ivi presente.

Questa attività interessa tutto il perimetro dei Campi Flegrei, ma è visibile soprattutto al Tempio di Serapide. Il bradisismo, comportando un abbassamento del suolo, nel corso dei secoli ha permesso ad una specie di molluschi (litodomi) di insediarsi lungo le colonne romane. I fori di questi abitanti marini nel tempio romano, sono la dimostrazione di quanto si sia sollevato ed abbassato il suolo, fino ad arrivare a 10 metri in meno rispetto a quando venne costruito il Macellum.

Da consigliare dopo il viaggio nell’epoca romana di Pozzuoli, è la visita alla Solfatara notturna.                 Considerato dai romani l’accesso agli Inferi, la Solfatara si divide in più scomparti: Fangaia,  Pozzo d’acqua termale, Cave di pietre trachite,  Bocca grande, Stufe antiche.

Una guida esperta accompagna i visitatori lungo il percorso del vulcano attivo ampiamente illuminato e spiega come un masso gettato a terra possa rimbombare per i gas presenti nel sottosuolo, i quali creano delle piccole cavità simili a caverne.

Il pozzo era considerato un ottimo medicinale contro il malessere degli organi interni,  utilizzato per le cure termali e contro la sterilità femminile. La bocca grande rappresenta la fumarola più attiva, dove fuoriescono sbuffi di vapore di circa 162 gradi, emettendo zolfo e fango bollente (Fangaia). Le stufe antiche , costruite nell’Ottocento, sono delle grotte  naturali arricchite di mattoni che un tempo venivano utilizzate con lo scopo di guarire malattie respiratorie e dermatologiche. Dalle cave di pietra sono stati estratti alcuni minerali e cristalli per poterli esporre in apposite teche al pubblico.

A conclusione del percorso emozionante c’è un piatto preparato in loco, cotto grazie ai vapori delle fumarole: le alici al cartoccio da gustare con una Falanghina, tipica dei Campi Flegrei.
Per acquistare i biglietti serali basta un click qui.

 

Per la Solfatara:

Via Solfatara,161

In treno: da Piazza Garibaldi  Metro Linea 2 – stazione: Pozzuoli Solfatara,

 

Per il Tempio di Serapide :

Via Serapide

In treno : Cumana con fermata Pozzuoli – Porto

 

 

 

Figlia e nipote di ferrovieri, nasco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, iscritta a Flickr per comunicare visivamente la mia tecnica fotografica nei miei viaggi, nel 2000 mi sono classificata al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. Laureata in lettere moderne con indirizzo spettacolo nel 2007, ho lavorato nelle scuole superiori come docente di lettere e per un breve periodo come guida turistica. Contemporaneamente ho seguito vari corsi di scrittura creativa, editoria, grafica, fotografia digitale e reporter di pace. Attualmente sono iscritta al Circolo Letterario Anastasiano col quale partecipo a reading letterari e ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la sezione artistica dedicata alla mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Infine gestisco un blog personale che si interessa di sapori e folclore italiano e lavoro per l’amministrazione di uno studio contabile.

Un pensiero riguardo “Pozzuoli, il racconto di una visita speciale

Commenta