Nosferatu il vampiro (“Nosferatu, eine Synphonie des Grauens“) è stato proiettato giovedì 7 novembre, in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna presso il cinema Astra di Napoli all’interno della rassegna F2 cultura Cinema, mon amour. 
 

Si tratta di un film muto diretto da F.W.Murnau e proiettato per la prima volta nel 1922 a Berlino. Rientra nella categoria di film espressionisti tedeschi, realizzato all’indomani della Grande Guerra e premonitore del nazismo hitleriano.

La vicenda si svolge intorno al 1838:“Fu Nosferatu che portò la peste nel 1838 a Bremadescrive la didascalia iniziale. Knock, un ambiguo commerciante di terreni, invia in Transilvania il giovane Hutter, suo dipendente, per curare una transazione di immobili con il misterioso conte Orlok. A malincuore, Hutter è costretto a lasciare la propria casa e la giovane moglie per recarsi al castello di Orlok.

Giunto nei Carpazi, il giovane pernotterà in una locanda dove gli si annunciano dei misteriosi presagi su ciò che lo attende. Sopra una carrozza dall’aspetto alquanto lucubre, attraversa una foresta infestata da iene e da presenze malefiche. Mentre sta affettando il pane, Hutter si ferisce con il coltello. La vista del suo sangue provoca nel vampiro una frenetica eccitazione. Hutter va poi a coricarsi, ma l’indomani mattina si sveglia con dei segni sul collo, che egli ritiene però delle punture di insetto.

Hutter porta con sé un orologio con il ritratto della moglie. Orlok lo vede e rimane profondamente turbato dalla bellezza della donna, tanto è vero che dopo aver firmato il contratto per l’acquisto di una casa a Brema si preparerà frettolosamente per raggiungerla.

Il giovane vede il conte allontanarsi su un carro dentro una bara, e in compagnia di altri sarcofagi ricolmi di terra: elemento che ricorda la mistica di “terra e sangue”(“Erde und Blut”), che emergerà più tardi come un caposaldo della dottrina nazionalsocialista. Intanto Knock viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico, in quanto indemoniato. Egli stesso riuscirà a percepire l’arrivo del conte(“Der Meister…der Meister ist hier”).

Liberamente ispirato al noto capolavore di Bram Stocker, il film è l’evidente specchio delle paure che si celano nella psiche della classe media tedesca negli anni ’20, come sottolinea il sociologo Siegfried Kracauer nel suo libro “From Caligari to Hitler”, 1947.

Si possono ravvisare certamente l’influenza che ebbe lo studio di psicoanalisi condotto da Sigmund Freud: Ich(io), Es e Über-ich(Super io). Il protagonista Hutter, tipico borghese, riflettendosi allo specchio genera quello che Freud chima il perturbante(l’Unheimlich), cioè qualcosa di oscuro e minaccioso che tende ad essere celato ma che riemerge sottoforma di visioni angoscianti. Mentre la figura di Orlock incarna l’essenza animalesca e malvagia nascosta della classe media tedesca.

Kracauer, analizzando Nosferatu, vuole far emergere due caratteristiche che molto spesso tendono ad esser trascurate. Innanzitutto la rappresentazione del vampiro succhiatore di sangue apparteneva già all’immaginario tedesco a partire dal tardo medioevo, poi il vampiro veniva paragonato all’avidità del signore feudale oppure a quella dell’usuraio ebreo, per lo più associato alla paura del contagio della peste.

Nosferatu, se pur viene influenzato dal precedente “Das Cabinet des Dr. Caligari”, se ne distacca per ciò che concerne la raffiguarazione della paura. Se nel dottor Calligari la distorsione della natura proveniva dall’interno del personaggio, qui in Nosferatu essa è già orrida.

“Non avere fretta, mio giovane amico! Nessuno sfugge al proprio destino.”(“Nicht so hastig junger Freund! Niemand enteilt seinem Schicksal” ), dice il professore Bulwer a Hutter.

 

 

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