Dal 14 al 20 dicembre si è svolta la decima edizione di “Venezia a Napoli. Il cinema per esteso”, progetto ideato da Antonella Di Nocera in collaborazione con la piattaforma Mymovies.it. La rassegna cinematografica è organizzata da Parallelo 41 Produzioni con il contributo di Mibact e Regione Campania.


Venezia a Napoli. Il cinema esteso nasce nel 2011 da un’idea di Antonella Di Nocera, in sinergia con il direttore del festival del cinema di Venezia, in collaborazione con enti di promozione e istituzioni culturali della città nello spirito di attivare un’attenzione fondamentale per il cinema di qualità, per le cinematografie minori spesso escluse dalla distribuzione ordinaria e per dare voce a quelle tante energie e passioni per il cinema che esistono sul territorio di una grande città come Napoli.

La curatrice della rassegna afferma:

Mi caratterizza molto questo progetto soprattutto perché per me il concetto di esteso ha a che fare con la possibilità di far vedere qui a Napoli un cinema che si vede soltanto a Venezia… è un cinema che arricchisce e crea un incontro soprattutto tra i giovani.

A partecipare sono stati tanti ospiti e registi. Un’edizione davvero particolare, soprattutto per il periodo in cui stiamo vivendo: “La nostra idea iniziale era quella di fare la rassegna fisicamente, ma poi siamo stati costretti a trasferirci online e devo dire che ha riscosso molto successo”, afferma la Di Nocera nella cerimonia d’apertura del 15 dicembre alle ore 19.

Fondamentale è il ruolo degli Istituti di cultura con i quali sensibilizziamo anche un pubblico di riferimento straniero, tra questi Institut Français, Istituto Confucio e Goethe Institut. La rassegna gode del patrocinio di diverse Università cittadine favorendo così il coinvolgimento degli studenti universitari, mentre grazie ad Arci Movie e Moby Dick i ragazzi delle superiori partecipano sempre a spettacolari visioni dei classici restaurati.

Ad aprire l’evento è stato Frederick Wiseman, il più importante documentarista e regista di City Hall, in occasione del Wiseman Day. Per il regista è fondamentale l’idea che è alla base del suo capolavoro, ossia l’importanza di possedere un governo per poter vivere bene insieme.

Indispensabile per il reperimento delle pellicole, la partnership consolidata con la CSC – Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Settimana Internazionale della Critica di Venezia, Giornate degli Autori. Sono partecipi del programma una serie di associazioni e istituzioni culturali radicate sul territorio come la Fondazione Premio Napoli, la Film Commission Regione Campania, A voce alta, Astrea-Sentimenti di giustizia.

Si tratta di un’edizione che vuole risaltare la figura femminile, in cui ci sono numerose registe e storie di donne, ma soprattutto storie di donne raccontate da uomini, con queste parole la Di Nocera si riferisce senza alcun dubbio al cortometraggio “Being my mom” di Jasmine Trinca.

In una torrida giornata, in una Roma deserta, una madre e una figlia camminano senza sosta, trascinando una grande valigia. Le due sembrano cercarsi, sfuggirsi, ribaltare continuamente i loro ruoli naturali. Finché, in un solo gesto, si disvela davanti a loro l’epifania inaspettata di quell’amore.

Being My Mom è una passeggiata metaforica di 12 minuti nell’esistenza di due donne, una madre e una figlia, due protagoniste che protagoniste non sono se non della loro vita. Le osserviamo con sguardo accidentale, creature che partecipano dell’esistenza, inessenziali al mondo, essenziali l’una per l’altra. Un’indagine sulle strade luminose e oscure della maternità e di ogni figliolanza.

Un’altra regia tutta al femminile è quella di Azra Deniz Okyay, che dà voce in Hayaletler (Ghosts) a 4 vicende avvenute nella capitale turca nell’ottobre in 2020: c’è una giovane ballerina inquieta (Didem) che non riesce a tenersi un lavoro. Iffet, una madre che ha bisogno di denaro per difendere il figlio incarcerato ingiustamente. Ela, una maestra femminista attiva nel sociale e nell’educazione di bambini di strada. Accanto a loro la figura oscura di un uomo cinico invischiato nell’edilizia (Rasit). Sarà un affare di droga a far incontrare tutti questi personaggi nella notte dell’oscurità, il tutto scandito da un pesante blackout.

In occasione del X compleanno della rassegna, oltre ai film esclusivi presentati alla biennale di Venezia, ci sono stati anche due Masterclass con Tsai Ming-liang e Shin’ya Tsukamoto e l’incontro delle 19 sui social, per tener vivo quel “momento sacro dell’incontro”, come l’ha definito l’ideatrice.

Un film particolarmente significativo per il suo valore storico e sentimentale è Gaza mon amour, film in arabo di Tarzan Nasser e Arab Nasser. Qui viene raccontata la storia di un umile pescatore (Issa), che vive su una striscia di terra che chiamiamo Gaza e segretamente innamorato della sarta del mercato Siham, che alla fine riuscirà a sposare nonostante la loro tarda età.

Con questo capolavoro i due registi vogliono descrivere Gaza e la situazione socio-economica attuale, che descrive come una situazione semplice e quotidiana possa celare dietro molte difficoltà. Nonostante ciò il nostro protagonista riesce a vivere la sua vita con semplicità e con un’ottica completamente diversa. Questo film ci insegna che alla fine la felicità sta nelle piccole cose non artificiose.

Oltre alla Biennale di Venezia, la rassegna è supportata da una rete strutturata negli anni coordinata da Parallelo 41 produzioni che ricopre il ruolo organizzativo e di programmazione, in collaborazione con Arci Movie, Università degli Studi di Napoli “Federico II” (che mette a disposizione il cinema Astra), il Coinor e Istituto Luce Cinecittà.

Venezia a Napoli non è altro che la prova inconfutabile che l’industria cinematografica e la cultura sopravvivono nonostante la pandemia, essendo l’unicoa arma possibile per l’uomo di sconfiggere angoscia e tristezza di una vita bloccata da troppo tempo. L’appuntamento è per l’anno prossimo con ancora tante novità ed emozioni che solo la settima arte può regalarci.

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